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Confapi Taranto presenta il “Progetto Taranto”: «Servono decisioni subito»

Il documento è stato consegnato a Comune, Regione, parlamentari e sindacati. Greco interviene anche sulla vertenza ex Ilva: «Le imprese dell’indotto non possono più restare senza prospettive»

Il Progetto Taranto messo a punto da Confapi Taranto arriva sui tavoli delle istituzioni con una richiesta precisa: accelerare le decisioni sul futuro del territorio. L’associazione delle piccole e medie imprese ha consegnato nelle scorse settimane il documento al sindaco, all’amministrazione comunale, al Consiglio regionale, ai parlamentari ionici e alle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di offrire una base di lavoro utile al Tavolo per lo sviluppo del territorio.

Il testo raccoglie analisi, valutazioni e proposte elaborate dal direttivo e dal Centro studi di Confapi Taranto. L’intenzione è mettere a disposizione un quadro organico della situazione economica locale, costruito sulle evidenze del territorio e pensato per sostenere decisioni che, secondo l’associazione, non possono più essere rinviate.

Il documento, inoltre, è alla base di una mozione presentata al governo regionale. La richiesta è l’istituzione di un tavolo permanente di lavoro che possa definire una strategia condivisa e orientata a risultati concreti. Per Confapi, Taranto resta uno dei nodi più delicati del Paese, dove si sommano questioni industriali, sociali e ambientali che rendono necessario un approccio complessivo e non interventi isolati.

Progetto Taranto, la richiesta di un piano stabile

Nel documento, l’associazione ribadisce il proprio ruolo di rappresentanza delle PMI del territorio e sottolinea la necessità di creare condizioni certe per accompagnare la diversificazione economica della provincia. Un passaggio ritenuto essenziale per evitare che l’incertezza continui a frenare investimenti, programmazione e tenuta occupazionale.

Secondo Confapi Taranto, il sistema produttivo locale ha bisogno di una linea chiara. Le imprese, soprattutto quelle legate all’impiantistica e all’indotto industriale, si trovano da tempo a operare in un contesto segnato da attese, rinvii e assenza di prospettive definite. Ed è proprio questo, nella lettura dell’associazione, uno dei fattori più pesanti per il tessuto economico ionico.

Ex Ilva e indotto, l’allarme di Confapi Taranto

Nel ragionamento di Confapi, la vertenza ex Ilva resta il punto più evidente di questa fase di stallo. Dopo la visita in città di un potenziale investitore interessato all’acquisto dell’intero asset, è arrivata l’ordinanza del sindaco di Taranto che dispone il fermo della centrale termoelettrica dello stabilimento.

Su questo passaggio è intervenuto il presidente di Confapi Taranto, Fabio Greco. Pur riconoscendo la legittimità dell’atto del primo cittadino, Greco osserva che il provvedimento si inserisce in una fase particolarmente delicata della trattativa e lascia intendere che una diversa tempistica avrebbe potuto evitare ulteriori tensioni. Il nodo centrale, però, per l’associazione non è soltanto l’ordinanza ma l’assenza di una decisione definitiva da parte del Governo.

Greco parla di un’attesa che dura ormai da due anni e denuncia una situazione che, per le aziende dell’indotto, è diventata sempre più difficile. Il punto, spiega, è che senza una prospettiva industriale definita viene meno qualsiasi possibilità di programmare attività, investimenti e tenuta finanziaria.

L’allarme riguarda non solo la siderurgia. Confapi evidenzia infatti che la crisi delle imprese collegate all’ex Ilva rischia di produrre effetti su altri comparti dell’economia locale. È questo il timore espresso dal presidente dell’associazione: che il deterioramento di un pezzo dell’apparato produttivo possa innescare un effetto a catena su settori diversi, aggravando ulteriormente la fragilità economica del territorio.

Da qui il senso del Progetto Taranto: mettere in fila priorità, criticità e possibili risposte, chiedendo alle istituzioni un cambio di passo. Per Confapi, Taranto non ha bisogno di altri rinvii. Ha bisogno di scelte chiare, tempi certi e strumenti stabili per difendere le imprese e costruire una prospettiva di sviluppo.

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