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Ex Ilva, UGL chiede un tavolo istituzionale urgente sulla crisi dell’indotto

I sindacati denunciano la situazione delle aziende collegate allo stabilimento di Taranto e sollecitano interventi immediati per lavoro, sicurezza e ambiente.

L’emergenza che ruota attorno all’ex Ilva di Taranto continua a coinvolgere non solo i lavoratori dello stabilimento siderurgico, ma anche centinaia di addetti impiegati nelle aziende dell’indotto. Per questo UGL Metalmeccanici e UGL Chimici Taranto hanno chiesto la convocazione di un incontro con tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali per affrontare una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, non può più essere rinviata.

La richiesta è stata indirizzata al presidente della Regione Puglia, al sindaco di Taranto, ai parlamentari del territorio e ai rappresentanti istituzionali locali. Al centro del documento c’è la necessità di definire strategie concrete per il futuro dello stabilimento e per il tessuto economico che negli anni si è sviluppato attorno alla grande industria siderurgica.

Secondo i sindacati, molte imprese dell’indotto stanno attraversando una fase di forte difficoltà finanziaria. I ritardi nei pagamenti e la mancanza di liquidità avrebbero infatti aggravato una crisi già presente da tempo, mettendo a rischio la continuità aziendale e i livelli occupazionali. Alcune realtà, evidenziano UGL Metalmeccanici e UGL Chimici, starebbero valutando procedure che potrebbero avere ripercussioni dirette sui lavoratori.

Tra i temi evidenziati c’è anche il ricorso prolungato alla cassa integrazione, diventato negli anni una condizione stabile per molti dipendenti. Una situazione che, secondo il sindacato, ha generato incertezza economica e sociale, incidendo sulle famiglie e sulle prospettive occupazionali del territorio.

Ex Ilva e crisi dell’indotto: le richieste dei sindacati

Le organizzazioni sindacali chiedono di avviare un confronto istituzionale che affronti in modo organico il futuro dell’area industriale di Taranto. Tra le priorità indicate figurano la riconversione industriale dello stabilimento, la definizione di un cronoprogramma chiaro degli interventi e la creazione di nuove opportunità occupazionali capaci di assorbire eventuali esuberi.

Nel documento viene inoltre richiamata l’attenzione sulla necessità di sostenere economicamente le aziende dell’indotto, garantendo il pagamento dei crediti maturati e prevenendo ulteriori chiusure o riduzioni di personale.

Sicurezza, ambiente e lavoro al centro del confronto

Altro punto centrale riguarda la sicurezza negli impianti e la tutela della salute dei lavoratori. UGL sottolinea come gli incidenti registrati negli ultimi mesi abbiano riportato al centro del dibattito il tema delle condizioni di lavoro all’interno del comparto siderurgico.

Per il sindacato è indispensabile adottare misure immediate che riducano i rischi e garantiscano standard più elevati di sicurezza, insieme a interventi concreti sul fronte ambientale e sanitario.

La richiesta avanzata alle istituzioni punta quindi alla convocazione di un tavolo operativo che coinvolga tutti i livelli di governo. L’obiettivo è individuare soluzioni condivise per affrontare una crisi che continua ad avere effetti sull’occupazione, sull’economia locale e sul futuro industriale di Taranto.

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