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Lavoratori TPWA Taranto: sindacati chiedono un incontro urgente

Cgil, Cisl e Uil sollecitano istituzioni e parlamentari: a rischio tutele, formazione e ricollocazione per i portuali della Taranto Port Workers Agency

I lavoratori TPWA Taranto tornano al centro del confronto sul futuro del porto ionico. Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro urgente alle istituzioni e ai rappresentanti politici del territorio. L’obiettivo è affrontare le criticità che coinvolgono oltre 300 portuali iscritti nelle liste speciali della Taranto Port Workers Agency.

Con un documento unitario datato 3 giugno 2026, i sindacati hanno inviato la richiesta al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti. La nota è arrivata anche al sindaco di Taranto Piero Bitetti, al presidente della Provincia Gianfranco Palmisano e al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. Tra i destinatari figurano anche i parlamentari Mario Turco, Vita Maria Nocco, Dario Iaia, Vito De Palma, Giovanni Maiorano e Francesca Viggiano.

Lavoratori TPWA Taranto, i nodi della vertenza

I sindacati chiedono di riaprire il confronto avviato l’11 agosto 2025 nella sede dell’Autorità portuale. La nuova richiesta arriva in vista della pubblicazione dei bandi legati ai progetti formativi. Si tratta di percorsi collegati agli strumenti di politica attiva del lavoro.

Il punto più delicato riguarda la scadenza dello strumento normativo che ha istituito la TPWA. La misura terminerà il 31 dicembre 2026. Secondo le organizzazioni sindacali, questo termine rischia di non coprire l’intero periodo necessario allo svolgimento dei corsi.

Il timore riguarda soprattutto l’indennità di mancato avviamento. Senza una proroga o una soluzione chiara, i lavoratori potrebbero perdere il sostegno economico che finora ha garantito continuità alle famiglie. Resta aperto anche il tema della clausola sociale, considerata decisiva per favorire la ricollocazione.

Per i lavoratori TPWA Taranto, la scadenza della misura rappresenta quindi uno dei principali elementi di preoccupazione in vista dei prossimi mesi.

Porto di Taranto senza operatore per il lavoro temporaneo

Il documento segnala anche un’altra criticità. Da oltre tre anni nello scalo ionico manca un operatore autorizzato alla fornitura di lavoro temporaneo. Il riferimento è all’articolo 17 della legge 84 del 1994.

Per Cgil, Cisl e Uil questo vuoto pesa sulla competitività del porto di Taranto. Inoltre riduce le opportunità di reimpiego per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella vertenza.

La questione riguarda oltre 300 persone. Molti attendono una concreta prospettiva occupazionale da più di dieci anni. Per questo le sigle sindacali chiedono una risposta rapida e un confronto istituzionale su tutele, formazione e ricollocazione.

Nella nota unitaria, i sindacati ribadiscono la necessità di non rinviare ulteriormente la vertenza. Il tema resta centrale per il lavoro portuale e per il futuro dello scalo ionico.

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