Il sindacato chiede correttivi stabili su compensi, tutele e riconoscimenti economici per chi opera sulle unità navali, anche nei teatri internazionali
Il SIULM Marina torna a denunciare le condizioni del personale imbarcato della Marina Militare. In una nota diffusa il 21 aprile, il sindacato parla di una situazione ormai difficile da sostenere. Sotto accusa ci sono i compensi, giudicati insufficienti, e criteri economici che cambiano a seconda dei casi.
Secondo il sindacato, donne e uomini impiegati sulle unità navali lavorano in un contesto pesante. Garantiscono disponibilità continua, affrontano ritmi intensi e operano spesso lontano da casa per periodi lunghi. A questo si aggiungono stress psicofisico, livelli di rischio elevati e tutele che, secondo il SIULM, non rispondono ai carichi reali del servizio. Il sindacato chiede quindi misure stabili. Esclude, invece, interventi occasionali o limitati nel tempo.
Uno dei punti centrali riguarda il Compenso Forfettario di Impiego, il CFI. Il SIULM segnala che, in più situazioni, il personale imbarcato non riceve questo riconoscimento economico anche quando presta servizio in attività operative o addestrative continuative. In alcuni casi, spiega la nota, l’amministrazione retribuisce il servizio solo con straordinari ridotti a un terzo. Questo avviene anche quando l’impegno prosegue nei fine settimana e nei giorni festivi.
Personale imbarcato penalizzato: cosa contesta il sindacato
Per il SIULM, questa gestione produce un danno economico diretto. Ma non solo. Il sindacato ritiene che questo sistema pesi anche sul morale del personale. Chi lavora a bordo, infatti, si sente penalizzato rispetto ad altri comparti delle Forze Armate e dello Stato.
La sigla punta l’attenzione soprattutto su quanto starebbe accadendo dall’inizio del 2026. La nota cita attività operative come Mediterraneo Sicuro e Vigilanza Pesca. Si tratta di missioni considerate rilevanti per la sicurezza marittima e per la tutela degli interessi nazionali. Eppure, secondo il SIULM, il personale non ottiene sempre il pieno riconoscimento del CFI durante tutto il periodo di impiego.
Un altro nodo riguarda le soste delle unità navali. Il sindacato contesta il modo in cui vengono applicati i regimi economici durante le fermate tecniche, logistiche o operative. La criticità, aggiunge la nota, emerge anche nei porti esteri. Tra gli esempi citati compaiono Grecia, Cipro e Malta. Anche in quei contesti, il personale resta operativo. Continua a garantire sicurezza, prontezza e obblighi di servizio. Per questo, secondo il SIULM, il trattamento economico dovrebbe riflettere la reale continuità dell’impegno.
Le richieste del SIULM per la Marina Militare
Il sindacato chiede un intervento diretto del Governo. Le richieste sono precise. Il SIULM sollecita il riconoscimento pieno e continuativo del regime di contingentamento per tutto il periodo di impiego, comprese le soste operative nei porti esteri. Chiede inoltre il pagamento integrale del Compenso Forfettario di Impiego per tutta la durata delle attività operative, senza esclusioni nei fine settimana. Infine, domanda un adeguamento dei compensi alla disponibilità h24 del personale imbarcato.
La nota richiama anche il tema delle tutele sanitarie e del supporto psicologico. Il sindacato insiste soprattutto sulla fase di rientro dalle missioni. In questo passaggio, il problema supera la sola questione economica. Riguarda la qualità della vita del personale e la tenuta complessiva del servizio.
Il SIULM collega la vicenda anche al quadro internazionale. In una fase in cui potrebbe crescere l’impiego delle unità navali italiane in missioni europee e in operazioni all’estero, il tema del trattamento economico assume un peso ancora maggiore. Per il sindacato, investire sul personale non è una spesa accessoria. È una scelta che incide sull’efficienza operativa e sulla credibilità del Paese.
La posizione resta netta. Per il SIULM non servono misure tampone. Servono decisioni strutturali e regole chiare. Il sindacato chiede che lo Stato riconosca in modo pieno il lavoro svolto ogni giorno dal personale imbarcato della Marina Militare.









