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Taranto, gli Architetti: tutela speciale per la Città Vecchia

L’Ordine provinciale chiede al Comune e al Ministero della Cultura un cambio di passo: più tutela normativa, un’unità tecnica stabile e stop agli interventi senza visione d’insieme.

La Città Vecchia di Taranto torna al centro del confronto sul futuro urbano della città. L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Taranto ha inviato un appello formale al sindaco Piero Bitetti, all’assessore all’Urbanistica e al Ministero della Cultura per chiedere una tutela più forte e strumenti operativi capaci di affrontare in modo stabile i problemi dell’Isola. La richiesta parte da una valutazione netta: il centro storico non può essere trattato come un’area marginale né gestito con interventi occasionali.

Nel documento, l’Ordine definisce la Città Vecchia come un organismo vivo, costruito nei secoli, e segnala che la sua tenuta è oggi minacciata da incuria, dissesti e da una gestione giudicata frammentaria. Il nodo, secondo i professionisti, non riguarda solo il degrado materiale di alcuni immobili, ma l’assenza di una linea continua capace di tenere insieme conservazione, sicurezza e qualità della vita dei residenti.

Il richiamo è anche storico. Gli Architetti ricordano le stagioni più difficili vissute dal borgo antico, già finite in passato al centro del dibattito nazionale dopo i crolli che avevano imposto una riflessione sul destino della città storica. A distanza di anni, sostengono, gli investimenti e gli interventi messi in campo non hanno ancora prodotto un miglioramento sufficiente né per chi abita l’Isola né per la tenuta complessiva del patrimonio edilizio.

Città Vecchia di Taranto, le richieste dell’Ordine

Le proposte avanzate seguono tre direttrici precise. La prima riguarda il riconoscimento della Città Vecchia di Taranto come “Paesaggio Storico”, attraverso l’avvio della procedura prevista dal Codice dei beni culturali per la dichiarazione di notevole interesse pubblico. L’obiettivo è arrivare a una tutela unitaria, non limitata a singoli edifici o a singole emergenze, ma estesa all’intero tessuto urbano.

Il secondo punto riguarda la governance tecnica. L’Ordine chiede la creazione di una Unità Speciale multidisciplinare, stabile e autonoma, che possa seguire il recupero del centro storico con continuità. Il riferimento è a esperienze considerate efficaci, come l’Ufficio di Risanamento di Taranto e il modello adottato nei Sassi di Matera. In sostanza, l’idea è superare la gestione emergenziale e affidare le scelte a una struttura competente, in grado di programmare nel lungo periodo.

Il terzo elemento riguarda i criteri di intervento. Gli Architetti sollecitano protocolli scientifici rigorosi per ogni operazione di restauro, con l’obiettivo di evitare lavori discontinui o soluzioni improvvisate che rischiano di compromettere il valore storico e materiale degli edifici.

Un tavolo stabile per il futuro dell’Isola

Nella parte finale del documento viene indicata anche una strada operativa immediata: l’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra istituzioni e comunità professionale. Per l’Ordine, la salvaguardia dell’Isola non può dipendere da decisioni isolate o legate all’urgenza del momento. Serve invece un confronto strutturato, capace di trasformare la tutela in una politica pubblica costante.

La questione, del resto, supera il piano urbanistico. La Città Vecchia resta uno dei luoghi più delicati e simbolici di Taranto, dove si intrecciano identità, memoria, residenza e sicurezza. Per questo l’appello degli Architetti punta a riaprire una discussione più ampia: non solo come restaurare gli immobili, ma come restituire continuità e funzioni a una parte di città che continua a rappresentare un punto decisivo per l’immagine e il futuro del capoluogo ionico.

Al momento si tratta di una presa di posizione formale dell’Ordine professionale. Resta ora da capire se dal Comune e dal Ministero arriveranno risposte concrete e tempi certi per avviare il percorso richiesto.

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