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Ex Ilva di Taranto, sciopero e statale bloccata: i sindacati al Governo, “Chiudere senza tutele per i lavoratori è inaccettabile”

Alla vigilia dell’incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, i lavoratori dell’ex Ilva di Taranto hanno incrociato le braccia. I sindacati chiedono garanzie occupazionali e contestano qualsiasi ipotesi di chiusura senza tutele.

Ex Ilva di Taranto, sciopero e protesta prima del confronto con il Governo

L’ex Ilva di Taranto torna al centro della crisi industriale italiana. Alla vigilia del tavolo convocato con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, i lavoratori hanno proclamato uno sciopero e i sindacati hanno organizzato una protesta con il blocco della strada statale per chiedere certezze sul futuro dello stabilimento e dei posti di lavoro.

La mobilitazione arriva in un momento particolarmente delicato per il polo siderurgico più grande d’Europa. Le organizzazioni sindacali ribadiscono che qualsiasi scelta sul futuro dell’impianto dovrà garantire la continuità occupazionale e adeguate misure di tutela per migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto.

Chiudere senza tutele per i lavoratori è inaccettabile.”

È questo il messaggio lanciato dai rappresentanti sindacali durante la protesta, che ha visto anche il blocco della viabilità sulla statale, richiamando l’attenzione delle istituzioni nazionali sulla situazione dello stabilimento tarantino.

Una crisi che coinvolge migliaia di famiglie

La vertenza dell’ex Ilva continua a rappresentare uno dei dossier industriali più complessi del Paese. Oltre ai lavoratori dello stabilimento, la crisi interessa centinaia di aziende dell’indotto e migliaia di famiglie che attendono risposte sul futuro produttivo del sito.

Le bandiere consumate dal tempo davanti ai cancelli della fabbrica raccontano anni di scioperi, manifestazioni e richieste di intervento. Un simbolo che accompagna una vertenza destinata a segnare ancora il confronto tra Governo, azienda e parti sociali.

Attesa per il tavolo con il ministro Urso

L’attenzione è ora rivolta al confronto previsto con il ministro Adolfo Urso, dal quale i sindacati si aspettano indicazioni concrete sul futuro dello stabilimento, sulle prospettive industriali e sulle garanzie occupazionali.

L’esito dell’incontro potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per una delle più importanti realtà industriali del Mezzogiorno, da anni al centro del dibattito tra produzione, ambiente, salute e lavoro.

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