Da settembre 2026 la Biblioteca civica “Pietro Acclavio” riprenderà le attività nella Casa circondariale di Taranto. Il progetto prevede il riordino del patrimonio librario e nuovi gruppi di lettura nelle sezioni maschile e femminile.
La Biblioteca civica “Pietro Acclavio” riprenderà da settembre 2026 le attività all’interno della Casa circondariale di Taranto, proseguendo un percorso che utilizza la lettura come strumento di inclusione, crescita personale e reinserimento sociale.
L’iniziativa nasce dalla convenzione sottoscritta tra il Comune di Taranto e la direzione dell’istituto penitenziario e punta a garantire anche alle persone detenute il diritto di accedere ai libri, alla conoscenza e alle occasioni di confronto culturale.
Il progetto interpreta la funzione dell’Acclavio come biblioteca di comunità: non soltanto una sede fisica aperta al pubblico, ma un presidio culturale diffuso, capace di raggiungere luoghi e persone che rischiano di rimanere ai margini della vita sociale.
Riordino dei libri e gruppi di lettura nel carcere di Taranto
Le attività prevedono il riordino, la selezione e la valorizzazione del patrimonio librario presente nella Casa circondariale.
Una parte dei volumi è stata raccolta grazie al coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso la campagna del “Libro sospeso”, promossa dalla Biblioteca Acclavio insieme alle librerie del territorio.
L’iniziativa consente ai lettori di acquistare un libro da destinare alla biblioteca dell’istituto penitenziario, contribuendo concretamente all’ampliamento dell’offerta culturale disponibile per i detenuti.
La campagna era stata avviata nel maggio 2025 proprio con l’obiettivo di sostenere la crescita della biblioteca carceraria.
Da settembre riprenderanno anche i gruppi di lettura nelle sezioni maschile e femminile. Gli incontri offriranno ai partecipanti uno spazio nel quale leggere, discutere e condividere riflessioni, esperienze e punti di vista.
Le precedenti attività avevano già previsto la catalogazione dei volumi e la costituzione di gruppi dedicati agli uomini e alle donne, inserendo la lettura nel più ampio percorso educativo e rieducativo previsto durante la detenzione.
Simeone: «La cultura riconosce il valore della persona oltre la pena»
«Portare la cultura in carcere significa riconoscere il valore della persona oltre la pena», ha dichiarato l’assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Taranto, Maria Lucia Simeone.
«Una biblioteca di comunità costruisce ponti, promuove il pensiero critico e offre opportunità concrete di crescita e riscatto».
Maria Lucia Simeone ricopre nell’amministrazione comunale di Taranto le deleghe ai Tributi e alla Pubblica Istruzione.
Le parole dell’assessora sottolineano la finalità del progetto: offrire strumenti che possano accompagnare le persone detenute in un percorso di consapevolezza e responsabilizzazione, riconoscendo nel libro un mezzo capace di favorire il dialogo e la comprensione.
La Biblioteca Acclavio come presidio culturale diffuso
La Biblioteca civica “Pietro Acclavio” dispone di un patrimonio di oltre 160mila unità documentali, comprendente libri antichi e moderni, periodici e materiali multimediali.
Il ritorno delle attività nella Casa circondariale rafforza la sua funzione pubblica e sociale, estendendo i servizi culturali al di fuori della sede di via Salinella.
La lettura, nel contesto penitenziario, può infatti rappresentare un’occasione di formazione, confronto e ricostruzione personale. Attraverso i libri, le persone detenute possono acquisire nuove conoscenze, sviluppare capacità critiche e mantenere un legame con la comunità esterna.
La ripresa del progetto conferma quindi l’impegno delle istituzioni locali nel considerare la cultura non come un servizio accessorio, ma come una componente essenziale dei percorsi di inclusione e reinserimento sociale.
IA utilizzata come assistenza redazionale; testo verificato, modificato e approvato dal direttore.









