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Taranto, imprese e lavoro al centro del Forum Confartigianato

Alla Camera di Commercio: confronto tra istituzioni, associazioni e sindacati su sviluppo, competenze e ricadute locali.

Taranto può agganciare le opportunità della transizione solo se riesce a renderle concrete per imprese, lavoratori e territorio. È il punto emerso dalla seconda giornata del Forum “Taranto può farcela, se…”, promosso da Confartigianato e ospitato alla Camera di Commercio di Taranto, con un confronto dedicato a sistema produttivo, lavoro, competenze e innovazione.

Taranto imprese e lavoro, il nodo delle opportunità reali

Dopo il primo appuntamento su bonifiche, CIS, JTF, porto, energia e nuove filiere, il Forum ha spostato l’attenzione su una domanda concreta: le occasioni oggi disponibili sono davvero accessibili al tessuto produttivo locale?

Al tavolo hanno partecipato rappresentanti del Comune di Taranto, della Camera di Commercio, della Regione, delle associazioni di categoria, dei sindacati, della formazione, dell’innovazione e delle professioni. Presenti, tra gli altri, il sindaco Piero Bitetti, il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Cesareo, le sigle datoriali e CGIL, CISL, UIL e UGL.

Il confronto ha messo in evidenza un dato centrale: risorse e programmi non bastano se non vengono collegati ai bisogni reali di micro, piccole e medie imprese. Tra le criticità segnalate ci sono burocrazia, tempi lunghi, difficoltà di credito, anticipazioni economiche e complessità amministrative.

Serve una regia stabile per lo sviluppo di Taranto

Dal dibattito è emersa la richiesta di una sede permanente di coordinamento economico-territoriale. L’obiettivo è evitare che bandi, formazione, lavoro e investimenti procedano separati.

Il tema riguarda anche gli appalti pubblici. Secondo quanto emerso, le premialità territoriali devono diventare strumenti verificabili, capaci di misurare ricadute locali, occupazione e coinvolgimento delle imprese del territorio.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla formazione. Il rischio indicato dai partecipanti è che la transizione produca solo cantieri temporanei o percorsi formativi slegati dagli sbocchi occupazionali. La priorità, invece, è costruire competenze coerenti con i fabbisogni delle aziende e percorsi di riqualificazione realmente spendibili.

Il Forum proseguirà ora verso il Manifesto finale, chiamato a raccogliere i temi emersi e a definire priorità, condizioni operative e traiettorie di sviluppo. Il messaggio della seconda giornata è netto: Taranto ha davanti risorse e possibilità, ma deve dotarsi di un metodo condiviso per trasformarle in lavoro stabile, impresa e valore locale.

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