Confartigianato indica nel Mezzogiorno una leva strategica per ridurre la dipendenza dall’estero e rafforzare le imprese.
L’Italia resta fortemente dipendente dall’energia importata. Secondo Confartigianato Taranto, nel 2023 la dipendenza energetica dall’estero ha raggiunto il 74,6%, un dato superiore alla media europea. Nel 2024, inoltre, oltre 50 TWh di energia elettrica sono arrivati da importazioni nette su una domanda nazionale di circa 312 TWh.
Il nodo riguarda soprattutto la capacità del Paese di trasformare le proprie risorse in produzione. Il Mezzogiorno dispone di condizioni favorevoli per solare, eolico e tecnologie legate al mare. Il Sud, secondo l’associazione, può diventare una piattaforma energetica europea, ma servono investimenti, autorizzazioni più rapide e una rete elettrica adeguata.
Taranto hub energetico del Mezzogiorno
In questo quadro, Taranto viene indicata come uno dei territori più adatti a guidare la transizione. Il porto, la base industriale, l’aeroporto di Grottaglie e il possibile rafforzamento delle connessioni ferroviarie compongono un sistema infrastrutturale rilevante.
Per Confartigianato, la città può assumere un ruolo produttivo nella realizzazione di tecnologie, filiere e servizi collegati all’energia pulita. Non solo produzione, quindi, ma anche manifattura, logistica, competenze tecniche e occupazione qualificata.
I nodi da sciogliere
Il documento richiama alcune criticità già note: iter autorizzativi lunghi, rete elettrica non sempre pronta a gestire la produzione nelle aree più vocate, sistemi di accumulo ancora poco diffusi e norme frammentate. Questi fattori incidono anche sui costi per le imprese italiane, indicati fino al 20-30% superiori rispetto ai principali concorrenti europei.
Il segretario generale di Confartigianato Taranto, Fabio Paolillo, sostiene che Taranto possa diventare “il cuore produttivo” di una trasformazione industriale nazionale, a condizione che le risorse disponibili siano coordinate da una governance chiara.
La richiesta è politica e industriale: ridurre la dipendenza dall’estero, valorizzare il Sud e costruire una filiera energetica capace di generare lavoro e competitività. Per Taranto, la transizione energetica può diventare una strada concreta di rilancio, purché alle intenzioni seguano decisioni rapide e investimenti mirati.










