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Ex Ilva, il M5S attacca il Comune: “Due pesi e due misure”

A Taranto i pentastellati contestano l’ordinanza contro ADI Energia e chiedono perché non sia stata impugnata l’AIA dell’acciaieria.

Ex Ilva Comune Taranto torna al centro dello scontro politico. Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle accusa l’amministrazione di usare criteri diversi su due impianti con impatti molto diversi. Da una parte c’è l’ordinanza del sindaco contro la centrale termoelettrica di ADI Energia. Dall’altra, secondo il M5S, manca una scelta altrettanto netta sull’ex Ilva.

Il riferimento è al provvedimento con cui il sindaco di Taranto ha disposto la sospensione dell’esercizio della centrale entro 30 giorni, fino alla presentazione del piano di riduzione delle emissioni previsto dalla normativa regionale. Per i pentastellati, quell’atto dimostra che il Comune, quando vuole intervenire, ha strumenti giuridici chiari e li può usare.

Il punto politico, però, è un altro. Il M5S sostiene che lo stesso rigore non sia stato applicato all’impianto siderurgico. Ed è qui che nasce l’accusa di incoerenza amministrativa.

Ex Ilva Comune Taranto, la contestazione del M5S

Secondo il gruppo territoriale, il Comune non ha impugnato l’Autorizzazione integrata ambientale dell’ex Ilva. Una scelta che, secondo i firmatari della nota, ha lasciato intatto un assetto autorizzativo con effetti pesanti su ambiente e salute pubblica.

Il Movimento 5 Stelle precisa di non contestare l’ordinanza su ADI Energia. Al contrario, la considera una prova concreta. Se il principio di precauzione può essere richiamato per la centrale termoelettrica, allora dovrebbe valere anche per il sito industriale più impattante del territorio.

Nella nota diffusa a Taranto, i pentastellati parlano di una contraddizione che non può essere ignorata. Sul piano formale, ADI Energia e l’ex Ilva seguono percorsi autorizzativi diversi. Sul piano sostanziale, però, il M5S ritiene che la differenza di impatto tra i due impianti renda ancora più evidente la sproporzione dell’azione amministrativa.

Il nodo dell’AIA e il principio di precauzione

Il cuore della critica riguarda proprio l’AIA dell’acciaieria. Per il gruppo territoriale, il Comune avrebbe dovuto mostrare la stessa determinazione usata contro la centrale elettrica. La questione, quindi, non riguarda la legittimità dell’ordinanza su ADI Energia. Riguarda piuttosto l’assenza di una iniziativa analoga contro l’impianto che da anni pesa di più sul territorio tarantino.

Il M5S richiama anche il principio di precauzione a tutela della salute pubblica. Secondo quanto riportato nella nota, quel tema era stato già portato all’attenzione del governo dal senatore Mario Turco con una interrogazione parlamentare. A oggi, spiegano i pentastellati, non è arrivata ancora una risposta.

Per il movimento, il rischio è chiaro. Il sistema finisce per colpire con più durezza l’impianto meno impattante e per tollerare, nei fatti, quello ritenuto più grave per la città. È questo, secondo il gruppo territoriale, il paradosso che Taranto non può accettare.

La nota è stata diffusa dal gruppo territoriale M5S Taranto su proposta dell’avvocato Fabrizio Serrano. Il tema resta centrale nel dibattito cittadino. Tocca ambiente, salute e credibilità delle istituzioni. E riporta al centro una domanda politica precisa: perché il Comune ha scelto la linea dura con ADI Energia e non con l’ex Ilva?

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