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Sanità privata, OPI Taranto chiede il rinnovo del contratto: “Basta infermieri di serie B”

L’Ordine professionale esprime solidarietà agli infermieri del privato e del Terzo settore: salari fermi, poche prospettive di crescita e fuga verso il pubblico.

Il mancato rinnovo del contratto nazionale nella sanità privata continua a creare tensioni. A intervenire è l’OPI di Taranto, che esprime solidarietà agli infermieri delle strutture private e del Terzo settore. Il blocco contrattuale pesa su stipendi, tutele e prospettive di crescita.

Il problema riguarda molti operatori che ogni giorno garantiscono assistenza. Nonostante questo, non hanno ancora ottenuto un adeguamento economico capace di ridurre la distanza con i colleghi della sanità pubblica. Per l’Ordine delle Professioni infermieristiche di Taranto, questa differenza non è più sostenibile.

L’Ordine non svolge attività sindacale e non partecipa al rinnovo del contratto nazionale. Questo compito spetta ai sindacati. L’OPI, però, richiama l’attenzione sul quadro generale. Oltre agli stipendi, pesa anche la mancanza di reali percorsi di carriera per chi lavora nel settore privato.

Il presidente dell’OPI Taranto, Pierpaolo Volpe, chiede una rapida conclusione della trattativa. Secondo Volpe, il ritardo nel rinnovo contratto sanità privata ha aggravato una condizione già critica. Le retribuzioni, osserva, spesso non riconoscono il valore professionale degli infermieri. Da qui nasce anche la scelta di molti operatori di lasciare il privato per il pubblico o per l’estero.

Rinnovo contratto sanità privata, il nodo stipendi e carriera

Nella posizione dell’OPI Taranto c’è un punto preciso. Non possono esistere infermieri con diritti, stipendi e prospettive diverse in base al comparto in cui lavorano. Il divario tra pubblico, privato e Terzo settore continua invece ad allargarsi.

Nel Terzo settore, in particolare, molti contratti mostrano limiti evidenti. Spesso restano legati a impostazioni vecchie e poco aderenti al lavoro svolto oggi. Nel privato, inoltre, gli infermieri hanno meno possibilità di crescita professionale. In molti casi svolgono attività che non valorizzano pienamente competenze e responsabilità.

Per Volpe questa distinzione non è accettabile. Il rischio è chiaro: rendere il comparto privato sempre meno attrattivo. Quando mancano retribuzioni adeguate, stabilità e prospettive, molti professionisti scelgono altre strade.

Le ricadute in Puglia e nella provincia di Taranto

Il presidente dell’OPI Taranto ha espresso vicinanza agli infermieri che stanno vivendo questa fase con forte preoccupazione. La questione riguarda da vicino anche la Puglia e il territorio ionico. Nella provincia di Taranto, come in altre aree, molti operatori vedono nella sanità pubblica una possibilità concreta di avere condizioni migliori.

Chi lascia il privato cerca stipendi più alti, maggiori garanzie e un percorso professionale più chiaro. Questo spostamento, però, indebolisce le strutture private, che rischiano di perdere personale formato ed esperto.

Il mancato rinnovo contrattuale, secondo l’OPI, rappresenta un segnale grave verso chi ha assicurato continuità assistenziale anche nei momenti più difficili. Il problema non riguarda solo i lavoratori. Riguarda anche la tenuta dei servizi sanitari.

Da Taranto arriva quindi una richiesta netta: chiudere al più presto il rinnovo contratto sanità privata e riconoscere il valore del lavoro infermieristico. Lasciare tutto fermo significherebbe aumentare ancora il divario tra i comparti e spingere altri professionisti lontano dal settore.

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