Il consigliere comunale del M5S contesta il nuovo sistema di rimborso: “Così le famiglie povere devono anticipare i soldi”
Il bando sui centri estivi a Taranto finisce al centro dello scontro politico. Il consigliere comunale Gregorio Stano, del Movimento 5 Stelle, ha depositato una mozione per chiedere la sospensione immediata e la revisione dell’avviso pubblico relativo all’estate 2026.
La contestazione riguarda il nuovo meccanismo previsto dal Comune per l’accesso ai contributi. Secondo Stano, il passaggio dal pagamento diretto agli enti gestori a un rimborso successivo per le famiglie rischia di penalizzare proprio i nuclei con maggiori difficoltà economiche.
Fino allo scorso anno, i fondi ministeriali venivano assegnati direttamente agli enti del Terzo Settore impegnati nell’organizzazione delle attività nei quartieri. In questo modo, le famiglie con redditi bassi o in condizioni di disagio potevano accedere gratuitamente al servizio, senza anticipare somme per iscrizione e frequenza.
Centri estivi a Taranto, il nodo dei rimborsi
Il nuovo avviso prevede invece un rimborso a sportello, liquidato dopo il 15 settembre 2026. L’importo massimo indicato è di 400 euro per minori senza disabilità e 800 euro per minori con disabilità certificata. La soglia ISEE per accedere al beneficio è stata portata fino a 25mila euro.
Per Stano, il problema non riguarda solo l’importo del contributo, ma i tempi e le modalità di erogazione. Le famiglie dovrebbero infatti anticipare le spese e attendere il rimborso a estate conclusa. Una condizione che, secondo il consigliere, può escludere chi non dispone di liquidità immediata.
Nella mozione, Stano parla di un rischio concreto per famiglie indigenti, monoreddito o numerose, che pur avendo diritto al sostegno pubblico potrebbero rinunciare al servizio. La conseguenza, sostiene, sarebbe l’esclusione dei minori più fragili da attività educative e protette durante i mesi estivi.
La mozione: sospensione e revisione del bando
Il documento depositato impegna sindaco e giunta su tre punti. Il primo è la sospensione in autotutela dell’avviso pubblico, per bloccare le procedure prima che producano effetti sulle famiglie interessate.
Il secondo punto riguarda il ripristino del modello precedente, con pagamento diretto da parte del Comune agli enti del Terzo Settore. In questo modo, le famiglie a basso reddito non dovrebbero sostenere anticipazioni.
Il terzo intervento chiesto è la rimodulazione delle soglie di accesso, con una quota economica riservata e prioritaria per i nuclei con ISEE più basso o in condizioni di marginalità sociale.
Stano richiama la finalità inclusiva dei fondi ministeriali e chiede all’amministrazione comunale un intervento rapido. La questione passa ora al confronto politico in Consiglio comunale e alla valutazione della giunta, chiamata a decidere se confermare l’impostazione del bando o modificarla prima dell’avvio delle attività estive.










