Home / Cronaca Taranto / Bakary Sako, polemica a Taranto: “Bitetti assente al presidio”

Bakary Sako, polemica a Taranto: “Bitetti assente al presidio”

Giustizia per Taranto critica il sindaco per il mancato lutto cittadino e per l’assenza alla manifestazione di piazza Fontana contro razzismo e violenza.

La morte di Bakary Sako continua ad avere conseguenze nel dibattito pubblico pugliese. A Taranto, l’associazione “Giustizia per Taranto” ha criticato il sindaco Piero Bitetti per la mancata proclamazione del lutto cittadino e per l’assenza al presidio che si è svolto il 14 maggio in piazza Fontana contro razzismo e violenza.

Il movimento mette a confronto la scelta del Comune di Taranto con quella di Lecce, dove è stato proclamato il lutto cittadino per Sako. Secondo l’associazione, anche Taranto avrebbe dovuto assumere un gesto istituzionale analogo, non solo per questa vicenda, ma anche per i lavoratori morti all’ex Ilva nei mesi scorsi.

Bakary Sako, le critiche di Giustizia per Taranto

Nel post diffuso sui social, “Giustizia per Taranto” sostiene che il sindaco avrebbe dovuto essere presente al presidio accanto alla comunità. L’associazione parla di una città colpita e disorientata e contesta l’assenza di una presa di posizione pubblica immediata da parte dell’amministrazione.

La critica, dunque, non riguarda solo la partecipazione a una manifestazione. Per il movimento, la presenza istituzionale in momenti di forte tensione sociale rappresenta un messaggio politico preciso. Una parola pubblica, una scelta simbolica o la partecipazione a un presidio vengono considerate segnali importanti per indicare vicinanza alla cittadinanza.

L’associazione usa toni duri verso Bitetti, accusandolo di non assumere posizioni abbastanza nette su questioni considerate centrali per Taranto: dalla fabbrica alla sicurezza sul lavoro, fino al contrasto al razzismo e alla violenza.

Il richiamo alle morti sul lavoro all’ex Ilva

Nel suo intervento, “Giustizia per Taranto” collega la vicenda Sako anche al tema dell’ex Ilva. Secondo l’associazione, il Comune avrebbe dovuto proclamare il lutto cittadino anche dopo la morte di due lavoratori avvenuta nelle scorse settimane.

Il riferimento alla fabbrica amplia il campo della polemica. Per il movimento, Taranto vive da tempo situazioni che richiedono una posizione istituzionale chiara. Il messaggio rivolto al sindaco è quello di assumere un ruolo più visibile, soprattutto nei passaggi che toccano il dolore collettivo e la sicurezza della comunità.

L’associazione cita anche lo sportello di mediazione interculturale, iniziativa ritenuta utile ma non sufficiente. Secondo “Giustizia per Taranto”, servono gesti pubblici più forti e una presenza più riconoscibile nei momenti in cui la città si mobilita.

La polemica resta quindi sul piano politico e istituzionale. Al centro non c’è solo la scelta di proclamare o meno il lutto cittadino, ma il rapporto tra amministrazione comunale e comunità nei momenti più difficili.

Per “Giustizia per Taranto”, le istituzioni devono indicare con chiarezza da che parte stare quando si parla di violenza, razzismo, lavoro e diritti. Una posizione che ora riapre il confronto pubblico sul ruolo del Comune e sulla risposta della politica locale davanti ai fatti che attraversano la città.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *