Domenica 17 maggio l’appuntamento alla parrocchia Madonna delle Grazie. L’iniziativa arriva dopo l’omicidio del 35enne maliano.
La Festa dei Popoli a Taranto si terrà domenica 17 maggio alla parrocchia Madonna delle Grazie, in un momento segnato dall’omicidio di Bakary Sako, 35 anni, originario del Mali, ucciso nei giorni scorsi nella città vecchia. L’appuntamento, promosso dall’Ufficio Migrantes e dalla Caritas diocesana con il patrocinio del Comune, assume quest’anno un significato più forte e concreto.
Festa dei Popoli a Taranto, il programma nel segno dell’accoglienza
L’edizione 2026 è stata presentata in Arcivescovado da don Pino Calamo, direttore Migrantes, dal vicario generale mons. Alessandro Greco e da mons. Emanuele Ferro. La manifestazione punta a riunire comunità straniere, associazioni, volontari e cittadini attorno ai temi dell’integrazione, della convivenza e del rispetto reciproco.
La giornata prevede momenti di incontro, stand e una celebrazione eucaristica. L’Arcidiocesi di Taranto ha indicato per il 17 maggio, alle ore 16, la celebrazione nella chiesa parrocchiale Madonna delle Grazie, presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero.
Il titolo scelto, “Nessuna vita è straniera”, lega l’evento al dolore per la morte di Sako e alla necessità di una risposta pubblica della città. Non una semplice iniziativa culturale, ma un’occasione per dire che la paura non può diventare abitudine.
Il ricordo di Bakary Sako e il peso dell’omicidio
Bakary Sako era un bracciante agricolo. Secondo le ricostruzioni investigative, è stato aggredito all’alba del 9 maggio in piazza Fontana, nel centro storico di Taranto. Per la sua morte sono stati fermati giovani e giovanissimi, alcuni minorenni, con l’accusa di omicidio aggravato da futili motivi.
Il delitto ha colpito la città non solo per la violenza dell’aggressione, ma anche per il profilo della vittima: un uomo arrivato dal Mali, inserito nel lavoro agricolo del territorio, ucciso mentre la comunità tarantina si preparava a celebrare proprio l’incontro tra culture.
Per questo la Festa dei Popoli non sarà soltanto un appuntamento di calendario. Sarà un momento di presenza, memoria e responsabilità. La partecipazione delle comunità straniere e delle realtà ecclesiali e civiche diventa un segnale rivolto all’intera città.
Taranto arriva a questa domenica con una ferita aperta. La risposta affidata alla Festa dei Popoli è semplice: esserci, incontrarsi, riconoscere dignità a ogni persona. La cronaca giudiziaria farà il suo corso. La comunità, intanto, è chiamata a non voltarsi dall’altra parte.









