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I mitili di Taranto possono rinascere: lo studio scientifico che cambia il futuro del Mar Piccolo

La Prefettura di Taranto ha ospitato la presentazione dei risultati finali del progetto sui tassi di decontaminazione dei mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande. I dati indicano una riduzione progressiva di diossine e PCB, con azzeramento stabile tra 30 e 48 giorni.

Taranto ha messo un punto fermo sul futuro della mitilicoltura. In Prefettura sono stati presentati i risultati finali del progetto “Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili”. Lo studio riguarda i mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande.

La ricerca è stata finanziata dal Commissario straordinario e dal CIS Taranto. È stata realizzata tra novembre 2024 e giugno 2026 da ARPA Puglia, ASL Taranto, Capitaneria di Porto e CNR-IRSA.

Come funziona la decontaminazione naturale

Il dato più importante riguarda la capacità dei mitili di avviare un processo naturale di autodepurazione dopo il trasferimento nel Mar Grande.

I ricercatori hanno osservato una significativa riduzione della contaminazione da diossine e PCB già dopo 15 giorni.

La decontaminazione diventa stabile tra i 30 e i 48 giorni. Il processo non compromette la qualità del prodotto. Restano infatti invariati l’Indice di Condizione e la Sostanza Organica, anche grazie a temperature marine inferiori ai 28 gradi.

Cosa cambia per la mitilicoltura di Taranto

I risultati potrebbero consentire una nuova organizzazione della raccolta e del trasferimento dei mitili.

L’obiettivo è superare la gestione emergenziale. Il nuovo modello si basa su dati scientifici verificati e punta a garantire sicurezza alimentare e continuità produttiva.

Secondo il Commissario straordinario Vito Uricchio, la ricerca rappresenta un traguardo importante. I risultati offrono basi scientifiche solide per sostenere il comparto e ridurre l’impatto delle limitazioni previste dall’Ordinanza regionale n. 1989/2011.

Le istituzioni sostengono il progetto

Il responsabile del CIS Taranto, Dario Iaia, ha spiegato che lo studio mette a disposizione delle istituzioni dati oggettivi per le future decisioni.

Il sindaco Piero Bitetti ha parlato di una risposta attesa da anni dai mitilicoltori. Il Comune, ha aggiunto, è pronto a sostenere l’applicazione del nuovo modello di gestione.

Anche ARPA Puglia, ASL Taranto, Capitaneria di Porto e CNR-IRSA hanno evidenziato il valore della collaborazione scientifica e istituzionale.

Un passo avanti per ambiente ed economia

Lo studio conferma che tutela della salute pubblica e sviluppo economico possono procedere insieme.

Per Taranto la mitilicoltura rappresenta molto più di un settore produttivo. È una parte della storia, dell’identità e dell’economia cittadina.

Le evidenze scientifiche presentate potranno supportare le future decisioni sulla gestione del Mar Piccolo e contribuire al rilancio della filiera dei mitili.

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