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Taranto torna a discutere dell’inceneritore: il Coordinamento Rifiuti lancia l’allarme

Il Coordinamento Provinciale Jonico Tematico Rifiuti contesta l’ipotesi di riattivare l’impianto sulla statale Appia, fermo dal 2013, e chiede un confronto pubblico sul futuro del ciclo dei rifiuti.

La presa di posizione arriva dopo i lavori della V Commissione regionale. Durante il confronto è emerso il tema del rilancio degli impianti collegati a Kyma Ambiente. Tra le ipotesi figura anche la riattivazione dell’impianto sulla statale Appia, vicino a Statte, fermo dal 2013.

Perché il Coordinamento dice no all’inceneritore

Il Coordinamento riconosce le difficoltà economiche e finanziarie di Kyma Ambiente. Tuttavia ritiene sbagliato affrontare una crisi gestionale aumentando il carico ambientale su un territorio già segnato da problemi sanitari, sociali ed economici.

Secondo l’associazione, la riconversione dell’impianto per il trattamento dei rifiuti urbani residui aggraverebbe una situazione già complessa. Taranto convive da decenni con gli effetti dell’inquinamento industriale. A questi si aggiungono le criticità del ciclo dei rifiuti, il calo demografico e indicatori sanitari che continuano a destare attenzione.

Economia circolare contro incenerimento

Per il Coordinamento, nel 2026 non è più accettabile indicare l’incenerimento come prospettiva di sviluppo territoriale.

Molte realtà italiane ed europee puntano infatti sulla riduzione dei rifiuti, sul recupero di materia, sull’economia circolare e sull’innovazione ambientale. Secondo questa visione, il futuro passa da modelli più sostenibili e meno impattanti.

Il riferimento alle posizioni politiche

Nel comunicato compare anche un riferimento alle posizioni espresse negli anni da alcuni sostenitori dell’incenerimento. Tra questi viene citato l’onorevole Dario Iaia.

Secondo il Coordinamento, considerare gli inceneritori una soluzione prioritaria rischia di semplificare eccessivamente un problema complesso. L’associazione ritiene invece necessario intervenire sulle cause strutturali delle inefficienze del sistema.

Il confronto pubblico sul futuro dei rifiuti a Taranto

“Taranto non può continuare a essere il luogo destinato ad accogliere nuove servitù ambientali. La città ha già dato abbastanza”, afferma il Coordinamento.

Per questo motivo viene chiesto un confronto pubblico sul futuro della gestione dei rifiuti nella provincia jonica e sull’assetto impiantistico regionale. Il percorso dovrebbe coinvolgere cittadini, associazioni, amministrazioni locali, comunità scientifica e operatori del settore.

L’incontro del 26 giugno al Rione Tamburi

Il tema sarà approfondito durante il quarto appuntamento del ciclo “Oltre la Discarica”.

L’incontro, dal titolo “Che aria tira a Taranto? Rigassificatore, ambiente e qualità della vita”, si terrà il 26 giugno 2026 presso la Parrocchia Gesù Divino Lavoratore, nel Rione Tamburi.

Il Coordinamento conclude con un messaggio chiaro: il futuro di Taranto non può essere deciso senza il coinvolgimento diretto della città.

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