Movimento Mediterraneo sostiene il Comitato in difesa dell’ospedale e attacca su ritardi, personale assente e scadenze PNRR non rispettate
A Grottaglie si riapre il fronte sulla sanità territoriale e, in particolare, sul futuro del presidio “San Marco”. Al centro della contestazione c’è il ritardo nella realizzazione della Casa di Comunità San Marco Grottaglie, indicata come uno degli interventi chiave per rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità. A sollevare il caso è il Movimento Mediterraneo Grottaglie, che ha espresso sostegno alle posizioni già rese pubbliche dal Comitato in difesa del “San Marco”, rappresentato da Milena Erario e Vitaliano Bruno.
Secondo quanto sostenuto nella nota diffusa il 15 aprile, la scadenza del 31 marzo per la consegna logistica della struttura sarebbe trascorsa senza risposte pubbliche né aggiornamenti concreti sullo stato dell’intervento. Per il Movimento non si tratta di un semplice ritardo amministrativo, ma di un segnale che conferma le difficoltà nella gestione della sanità sul territorio.
Il nodo, spiegano i promotori dell’iniziativa, non riguarda soltanto l’immobile. Una Casa di Comunità, osservano, non può essere considerata operativa senza personale sanitario dedicato, servizi diagnostici attivi e una chiara organizzazione delle prestazioni da garantire ai cittadini. In assenza di questi elementi, la struttura rischia di restare incompleta anche dopo eventuali avanzamenti sul piano edilizio.
Casa di Comunità San Marco Grottaglie, le contestazioni
Nella presa di posizione del Movimento Mediterraneo vengono elencati alcuni punti ritenuti centrali. Il primo riguarda il rispetto dei tempi previsti dal PNRR. Il mancato allineamento con il cronoprogramma, secondo il Movimento, rischia di compromettere non solo l’efficacia dell’intervento ma anche la credibilità delle istituzioni chiamate a realizzarlo.
Un secondo aspetto riguarda la pianificazione sanitaria. Per i firmatari della nota, parlare di medicina territoriale senza un’intesa concreta con i medici di medicina generale e senza un piano per il reclutamento del personale significa lasciare irrisolto il problema principale: l’attivazione effettiva dei servizi.
C’è poi un passaggio politico molto netto. Il Movimento critica sia esponenti di maggioranza sia di opposizione, accusandoli di aver privilegiato la visibilità pubblica rispetto a un controllo costante sull’andamento dei lavori e sulla reale attivazione delle prestazioni. Una polemica che arriva in un momento in cui la sanità resta uno dei temi più sensibili per il territorio ionico.
Ritardi, servizi e timori per il territorio
Il quadro descritto nella nota si lega anche alle incertezze sul governo della sanità provinciale. Secondo il Movimento Mediterraneo, il ritardo accumulato e l’assenza di indicazioni chiare sul futuro assetto gestionale dell’ASL Taranto starebbero contribuendo a creare un vuoto assistenziale che pesa su Grottaglie e sull’area provinciale.
Nella denuncia trova spazio anche il tema economico. Il Movimento parla di una doppia penalizzazione per i cittadini: da un lato servizi che tardano ad arrivare, dall’altro il peso del deficit sanitario regionale, che potrebbe riflettersi sulla pressione fiscale. Un argomento destinato ad alimentare il confronto politico nelle prossime settimane.
La richiesta conclusiva è precisa: una data certa, un cronoprogramma aggiornato e verificabile, indicazioni chiare sul personale e sui servizi che dovranno essere attivati. Per il Movimento Mediterraneo il “San Marco” non può restare sospeso tra annunci e cantieri, ma deve tornare ad avere un ruolo definito nell’assistenza sanitaria locale.
La vicenda della Casa di Comunità, infatti, non riguarda solo un’opera pubblica. Riguarda l’organizzazione concreta delle cure, l’accesso ai servizi e la capacità delle istituzioni di trasformare gli impegni in risultati misurabili. Ed è su questo terreno che, a Grottaglie, si concentra ora la pressione di comitati e forze civiche.










