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ASL Taranto, 1,11 miliardi dalla Regione: la UIL FP chiede chiarezza

Maldarizzi: “Risorse importanti, ma ora bisogna capire se serviranno a coprire il deficit o a rafforzare servizi, personale e assistenza”.

La ASL Taranto riceverà oltre 1,11 miliardi di euro nell’ambito del riparto 2025 del Servizio sanitario regionale. Una cifra rilevante, alla quale si aggiunge il fondo regionale di riequilibrio da 250 milioni destinato alle aziende sanitarie con maggiori difficoltà. Per la UIL FP Taranto, però, il dato economico non basta a tranquillizzare lavoratori e cittadini.

Il segretario generale Giovanni Maldarizzi chiede alla Direzione strategica dell’ASL un chiarimento pubblico sull’utilizzo delle risorse. Il punto, secondo il sindacato, è capire se i fondi saranno impiegati per coprire il deficit locale, stimato intorno ai 54 milioni di euro, oppure se produrranno effetti concreti su servizi, assunzioni e liste d’attesa.

ASL Taranto, risorse e nodi aperti

La UIL FP richiama l’attenzione sulle criticità già note della sanità ionica. Tra queste c’è la situazione del 118, dove il personale medico risulterebbe molto al di sotto del fabbisogno previsto per garantire la piena operatività delle postazioni provinciali.

Restano aperti anche i problemi del Polo oncologico Moscati e i ritardi legati al nuovo ospedale San Cataldo. Per il sindacato, una struttura di quelle dimensioni non può funzionare senza una programmazione adeguata del personale e senza un piano straordinario di assunzioni.

La richiesta del sindacato

Maldarizzi chiede numeri precisi su assunzioni, stabilizzazioni, emergenza-urgenza e abbattimento delle liste d’attesa. La UIL FP sollecita inoltre un confronto con le organizzazioni sindacali e con chi lavora ogni giorno negli ospedali e nei servizi territoriali.

Il messaggio è netto: le risorse assegnate alla sanità tarantina devono diventare atti amministrativi verificabili. Per il sindacato non sono più sufficienti comunicazioni generiche o annunci istituzionali. Servono scelte chiare, tempi definiti e responsabilità nella gestione dei fondi pubblici.

La partita, ora, si sposta sull’utilizzo concreto delle somme. Cittadini e operatori attendono risposte su servizi essenziali, organici e qualità dell’assistenza.

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