Giovedì 30 aprile al Teatro Orfeo lo spettacolo del medico legale. Un monologo tra casi di cronaca, storia, scienza e responsabilità. Vietato ai minori di 18 anni.
La Medicina Criminale a Taranto arriva sul palco del Teatro Orfeo giovedì 30 aprile alle 21 con Pasquale Bacco, medico legale e autore di un monologo che mette al centro il rapporto tra scienza, potere, coscienza e ricerca della verità.
Lo spettacolo, fuori abbonamento rispetto alla Stagione Teatrale, affronta temi duri e casi complessi. Per questo l’ingresso è vietato ai minori di 18 anni.
Medicina Criminale a Taranto: lo spettacolo al Teatro Orfeo
“Medicina Criminale” non è un racconto giudiziario in senso stretto. È un percorso teatrale che parte dalla medicina legale e attraversa episodi della storia e della cronaca, mostrando quanto sia delicato il confine tra accertamento scientifico, responsabilità umana e verità processuale.
Pasquale Bacco porta in scena ottant’anni di vicende segnate da violenza, manipolazione, errori, silenzi e domande ancora aperte. Il racconto richiama anche figure e casi che hanno lasciato un segno profondo nell’opinione pubblica, dal laboratorio di Josef Mengele ad alcune tra le vicende più discusse della cronaca italiana, tra cui Chiara Poggi, Patrizia Nettis, Gessica Disertore e Liliana Resinovich.
Il taglio scelto non punta alla ricostruzione spettacolare del dolore. Il centro dello spettacolo è l’analisi: cosa resta quando un corpo non può più parlare, chi ha il compito di interpretare i segni, quali responsabilità ricadono su chi cerca una verità scientifica dentro una vicenda umana.
Scienza, cronaca e coscienza critica
Sul palco, la parola del medico legale si intreccia con il sax di Bianca Lopez. La musica accompagna il racconto senza alleggerirlo, creando pause, tensioni e passaggi emotivi che aiutano il pubblico a entrare nei temi affrontati.
Lo spettacolo mette in discussione il modo in cui la società guarda alla morte, alla prova scientifica e alla cronaca nera. La medicina legale viene presentata come uno strumento di conoscenza, ma anche come terreno fragile, dove competenza, indipendenza e responsabilità diventano decisive.
“Medicina Criminale” chiede allo spettatore di non fermarsi alla superficie dei fatti. Non offre conclusioni semplici, né promette risposte definitive. Invita invece a osservare con attenzione, a distinguere tra narrazione e prova, tra percezione pubblica e accertamento.
L’appuntamento del 30 aprile al Teatro Orfeo si annuncia quindi come una serata di teatro civile, rivolta a un pubblico adulto e consapevole. Un incontro tra cronaca, storia e medicina legale che porta sulla scena domande difficili, ma necessarie.











