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Poliziotto aggredito nel carcere di Taranto: pugno in volto e ricovero, il SAPPE denuncia sovraffollamento al 180%

Ingresso del carcere di Taranto dove un poliziotto è stato aggredito e ricoverato in ospedale

TARANTO – Un poliziotto aggredito nel carcere di Taranto è finito in ospedale dopo un pugno in pieno volto. È successo venerdì 20 febbraio, poche ore dopo un’altra aggressione nel carcere di Brindisi, ai danni di una poliziotta. Due episodi in una sola giornata. La tensione negli istituti pugliesi torna al centro dell’attenzione.

Cosa è successo nel carcere di Taranto

Secondo quanto riferito, l’aggressione è avvenuta nella casa circondariale di Taranto. Un detenuto 33enne di origini baresi, in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio, si trovava al terzo piano del padiglione Mar Grande. L’uomo avrebbe colpito l’assistente capo durante un intervento di servizio.

Il motivo sarebbe legato al rispetto delle regole interne. Il detenuto pretendeva di muoversi liberamente nel reparto. L’agente gli avrebbe chiesto di rientrare nella camera di pernottamento, come previsto dal regolamento. A quel punto sarebbe partito il pugno.

Il detenuto e i controlli dentro le sezioni

Dalle informazioni disponibili emerge anche un altro elemento. Nei giorni precedenti, lo stesso detenuto avrebbe già aggredito altri due agenti. Durante le verifiche, inoltre, gli operatori avrebbero sequestrato un telefono cellulare e sostanze stupefacenti.

Il tema dei divieti, però, riguarda più istituti. Negli ultimi mesi, gli agenti avrebbero intercettato anche droni usati per introdurre materiale proibito. I controlli avrebbero portato a sequestri di numerosi telefonini e di quantità rilevanti di droga.

Sovraffollamento al 180% in Puglia

Il SAPPE collega la violenza anche al sovraffollamento. In Puglia si contano oltre 4.500 detenuti a fronte di circa 2.600 posti disponibili. Il tasso sfiora il 180%. Nel carcere di Taranto si parla di oltre 800 presenze per circa 350 posti regolamentari.

In questo quadro, gli spazi non bastano. In alcune celle pensate per tre persone, si arriverebbe a sistemare un quinto letto. La convivenza diventa più difficile. Aumentano anche i rischi per chi lavora e per chi è detenuto.

La denuncia del SAPPE: “Detenuti violenti intoccabili”

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria punta il dito contro l’amministrazione penitenziaria. Secondo il sindacato, le regole permettono l’allontanamento immediato dei detenuti che aggrediscono il personale. Nella realtà, sostiene il SAPPE, questo non avviene con la necessaria rapidità.

Il sindacato parla di detenuti violenti diventati “intoccabili”. Aggiunge che gli agenti si sentono con “le mani legate”. Per il SAPPE, questa situazione mette in difficoltà anche i detenuti che vogliono seguire un percorso di reinserimento. Chi sceglie di rispettare le regole rischia di subire le pressioni dei più violenti.

La visita in Puglia e le richieste a Roma

Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha annunciato una missione in Puglia. Vuole incontrare il personale e verificare le condizioni negli istituti di Brindisi, Lecce e Taranto. Poi porterà le criticità ai vertici del Dap e al ministro della Giustizia.

Tra le richieste ci sono due numeri. Il sindacato chiede il trasferimento di almeno mille detenuti per decongestionare le carceri pugliesi. Chiede anche l’invio di almeno 400 nuovi agenti in uscita dalle scuole di formazione a maggio.

Cosa cambia per il lettore

L’aggressione al poliziotto nel carcere di Taranto segnala una tensione che resta alta. Il tema riguarda sicurezza, condizioni di lavoro e gestione delle carceri. Riguarda anche i diritti dei detenuti non violenti, che vivono nello stesso contesto. Senza interventi su spazi, organici e controlli, episodi simili rischiano di ripetersi.

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