Antonio Decaro, Gianfranco Palmisano e Piero Bitetti sollecitano la convocazione di un tavolo interministeriale dopo il decreto della Corte d’Appello di Milano: «Salute e lavoro devono essere affrontati insieme».
Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto chiedono al Governo la convocazione immediata di un tavolo interministeriale sull’ex Ilva. La richiesta arriva dopo il decreto con cui la Corte d’Appello di Milano ha disposto la sospensione delle attività produttive dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico tarantino entro 90 giorni.
Il provvedimento, reso noto tra il 27 e il 28 luglio 2026, riporta al centro della discussione nazionale la tutela della salute, il futuro della produzione e le prospettive occupazionali dei lavoratori dell’ex Ilva.
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano e il sindaco Piero Bitetti chiedono ora una risposta coordinata da parte dell’esecutivo nazionale.
Il decreto della Corte d’Appello di Milano sull’ex Ilva
La Corte d’Appello di Milano ha accolto il reclamo presentato da un gruppo di cittadini e genitori di Taranto contro Ilva in amministrazione straordinaria e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
I giudici hanno disposto la sospensione delle attività siderurgiche dell’area a caldo entro 90 giorni. L’eventuale ripresa della produzione primaria è stata collegata alla completa bonifica dell’amianto presente negli impianti interessati e all’adeguamento delle emissioni di polveri sottili ai limiti previsti dalla normativa.
La decisione riguarda quindi l’area a caldo e non determina una chiusura immediata dell’intero stabilimento. Il termine indicato dal provvedimento apre, tuttavia, una fase particolarmente delicata per il futuro industriale e occupazionale del siderurgico di Taranto.
Decaro, Palmisano e Bitetti: «Serve responsabilità istituzionale»
«Il decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la sospensione dell’attività produttiva nell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto richiama tutti a un’azione di responsabilità e di collaborazione istituzionale».
È quanto affermano Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto in una nota congiunta diffusa dopo la decisione dei giudici milanesi.
Secondo i tre enti territoriali, ogni istituzione deve intervenire nell’ambito delle proprie competenze per individuare una soluzione rispettosa delle decisioni della magistratura e capace, nello stesso tempo, di offrire una prospettiva alla città e ai lavoratori coinvolti.
«Ciascuno, relativamente al proprio ruolo e alle proprie competenze, deve fare quanto è in proprio potere per mettere in campo una soluzione che, nel rispetto delle decisioni della magistratura, dia una prospettiva alla città di Taranto e ai lavoratori dell’ex Ilva coinvolti da questa situazione», dichiarano Decaro, Palmisano e Bitetti.
La richiesta di un tavolo interministeriale
La proposta avanzata dagli enti locali è quella di riunire in tempi rapidi i ministeri competenti, insieme alle amministrazioni territoriali, per valutare le conseguenze del provvedimento e definire una linea condivisa.
«Chiediamo al Governo centrale la convocazione di un tavolo interministeriale per condividere proposte e soluzioni nell’interesse di tutti. Occorrono decisioni immediate», sottolineano il presidente della Regione, il presidente della Provincia e il sindaco di Taranto.
Il confronto dovrebbe coinvolgere almeno le strutture governative competenti in materia di imprese, ambiente, salute e lavoro. L’obiettivo è evitare interventi separati su questioni che, nel caso dell’ex Ilva, risultano strettamente collegate.
Salute, produzione e futuro dei lavoratori
La nuova decisione giudiziaria rende ancora più urgente il confronto sul rapporto tra tutela della salute, continuità produttiva e salvaguardia dell’occupazione.
La questione non interessa soltanto i dipendenti diretti dello stabilimento. Le conseguenze delle decisioni sull’ex Ilva possono coinvolgere anche le imprese dell’indotto, i fornitori e numerose attività economiche legate al polo siderurgico.
La Regione Puglia ha già attivato negli ultimi mesi misure di sostegno per le imprese dell’indotto. Un avviso regionale ha ricevuto 75 domande, con una dotazione complessiva superiore a 20,8 milioni di euro. Le prime istruttorie hanno riguardato 23 imprese.
Resta però aperto il problema strutturale del futuro dello stabilimento e della sua compatibilità con la tutela della popolazione e dell’ambiente.
«Gli enti territoriali sono pronti a lavorare insieme al Governo per giungere a proposte condivise che abbiano come obiettivo la salute delle persone e il futuro occupazionale dei lavoratori che da troppi anni non hanno più certezze», concludono Decaro, Palmisano e Bitetti.
La richiesta rivolta a Palazzo Chigi è quindi quella di aprire immediatamente un confronto istituzionale, prima della scadenza dei 90 giorni indicata dalla Corte d’Appello, per definire responsabilità, interventi e prospettive concrete per Taranto.
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