Nuovo avviso pubblico per sostenere Comunità Energetiche Rinnovabili nel territorio tarantino. Contributi fino al 40% delle spese ammissibili.
La Regione Puglia punta sulle CER a Taranto per rafforzare la transizione energetica nei territori più esposti alla trasformazione industriale. Il nuovo Avviso pubblico dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili, finanziato nell’ambito del PN JTF 2021-2027, mette a disposizione circa 7,9 milioni di euro per sostenere nuovi progetti locali basati su produzione da fonti rinnovabili, autoconsumo e condivisione dell’energia.
La misura prevede contributi a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili. Il sostegno può arrivare fino a 500mila euro per singolo progetto e fino a 800mila euro complessivi per ciascuna Comunità Energetica, nel caso di proposte aggregate.
CER a Taranto, il ruolo della provincia nella transizione energetica
Taranto viene indicata come uno dei territori strategici per costruire un modello energetico più autonomo e sostenibile. La provincia, segnata da una lunga storia industriale, può utilizzare le CER come strumento per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e favorire una maggiore partecipazione di cittadini, enti locali e imprese.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili consentono infatti di produrre energia pulita e condividerla tra più soggetti. Il modello può aiutare a migliorare l’efficienza del sistema, contenere i costi energetici e contrastare la povertà energetica, soprattutto nei piccoli centri.
Secondo le stime indicate, una configurazione composta da più interventi integrati può avvicinarsi a una potenza complessiva tra 1 e 1,5 MW, nel rispetto del limite di 1 MW per singolo impianto. La produzione annua stimata potrebbe arrivare a circa 2.200.000 kWh.
Il nodo delle competenze e degli investimenti
Il quadro di partenza resta però limitato. In provincia di Taranto le CER operative sarebbero appena cinque. Il dato mostra un ritardo, ma anche un potenziale ancora ampio da sviluppare.
Gli ostacoli principali riguardano le competenze tecniche nei Comuni, la complessità degli iter autorizzativi, il rapporto con GSE e gestori di rete e la necessità di coprire la parte di investimento non finanziata dal contributo pubblico.
Per il PD di Lizzano, attraverso il segretario Antonio Lecce, i Comuni della provincia devono puntare con decisione su questo strumento, sia per aumentare l’autonomia energetica delle comunità sia per cogliere nuove opportunità economiche.
La partita, quindi, non riguarda solo gli impianti. Riguarda la capacità del territorio di organizzarsi, progettare e utilizzare le risorse disponibili per trasformare l’energia rinnovabile in sviluppo locale.










