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Raccolta pneumatica ferma a Taranto, Vietri attacca il Comune

L’impianto da 10 milioni per Salinella e Taranto 2 non è ancora entrato in funzione. Il capogruppo FdI chiede risposte all’amministrazione Bitetti.

La raccolta pneumatica dei rifiuti a Taranto resta ferma, nonostante l’impianto destinato ai quartieri Salinella e Taranto 2 sia stato realizzato da circa due anni. A sollevare il caso è Giampaolo Vietri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che parla di un’opera finanziata con 10 milioni di euro e mai avviata.

Secondo Vietri, il mancato utilizzo dell’impianto rischia di trasformarsi in un problema economico e amministrativo. Se il sistema non dovesse entrare in funzione, il Comune potrebbe essere chiamato a restituire i fondi ricevuti dall’Unione Europea.

Raccolta pneumatica dei rifiuti a Taranto: il nodo dei tempi

Il capogruppo FdI segnala anche possibili criticità legate al lungo periodo di inattività. Le guarnizioni, sostiene, sarebbero già esposte a deterioramento, mentre alcune parti della struttura presenterebbero segni di ossidazione. Il rischio indicato è che l’impianto, al momento dell’accensione, possa mostrare problemi tecnici o malfunzionamenti.

Nel mirino finiscono anche i punti di conferimento. Le colonnine, secondo la denuncia, sarebbero in stato di abbandono, in alcuni casi coperte dalla vegetazione e difficili da individuare.

La richiesta di chiarimenti all’amministrazione Bitetti

Vietri chiede al sindaco e alla giunta di chiarire quali siano i tempi e le modalità previste per mettere in funzione l’impianto. Per Fratelli d’Italia, il sistema potrebbe migliorare la raccolta, rendere più efficiente la gestione dei rifiuti e contribuire alla riduzione dei costi a carico dei cittadini.

Il consigliere contesta la gestione dell’amministrazione Bitetti e richiama gli impegni assunti in campagna elettorale. La richiesta politica è precisa: sapere se esiste un piano operativo per evitare che l’opera resti inutilizzata e che il finanziamento europeo venga messo a rischio.

La vicenda resta ora in attesa di una risposta ufficiale da Palazzo di Città.

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