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Taranto, scontro sui parcheggi a pagamento in Città Vecchia

Futuro Nazionale attacca la scelta dell’amministrazione Bitetti: “Nuovi costi per residenti, lavoratori e commercianti senza risolvere i problemi della mobilità”

I parcheggi a pagamento Città Vecchia Taranto finiscono al centro della polemica politica. A contestare la decisione è Francesco Battista, esponente di Futuro Nazionale Taranto, che in una nota parla di un provvedimento destinato a pesare su residenti, lavoratori e attività commerciali della zona storica.

Nel mirino ci sono le aree interessate dalla nuova disciplina della sosta: via Garibaldi, via Cariati, largo Maria D’Enghien, piazza Fontana, piazza Sant’Eligio, via De Tullio, oltre a via Duomo, corso Vittorio Emanuele II, piazza Castello e le strade limitrofe. Secondo Battista, la misura non affronta i nodi strutturali della mobilità urbana, ma introduce un ulteriore costo in un’area già segnata da criticità quotidiane.

Parcheggi a pagamento Città Vecchia Taranto, le critiche dell’opposizione

Nella presa di posizione diffusa alla stampa, Futuro Nazionale sostiene che l’amministrazione guidata dal sindaco Bitetti abbia scelto una soluzione ritenuta penalizzante per chi vive e lavora nella Città Vecchia. Il riferimento è a una situazione che, secondo il movimento, continua a essere segnata da servizi insufficienti, viabilità complicata e mancanza di interventi concreti per rendere più semplice l’accesso e la sosta nel centro storico.

Battista lega il tema dei parcheggi a una critica più ampia sull’impostazione amministrativa, accusata di puntare su misure che, a suo giudizio, servono più a fare cassa che a migliorare la qualità della vita urbana. Nella nota si sostiene infatti che, invece di investire su soluzioni strutturali, si scelga ancora una volta di trasferire il peso economico sui cittadini.

I nodi su mobilità, servizi e costi per i cittadini

La contestazione non si ferma alla sosta. Nel documento vengono richiamate anche altre scelte attribuite all’attuale amministrazione, indicate come segnali di una gestione in difficoltà sul piano dei servizi pubblici. Tra gli esempi citati compaiono gli asili nido, il Me.Ta. e il timore che anche AMIU possa finire in un percorso simile di privatizzazione o ridimensionamento del controllo pubblico.

Il passaggio politico è chiaro: per Futuro Nazionale, il problema non riguarda soltanto i nuovi stalli a pagamento, ma un metodo amministrativo considerato privo di una visione complessiva. Nella lettura offerta da Battista, i cittadini si trovano a fare i conti con nuove spese senza vedere, in cambio, un miglioramento percepibile dei servizi o dell’organizzazione urbana.

La nota si chiude con la richiesta di un cambio di rotta. Futuro Nazionale chiede politiche più incisive sulla mobilità, investimenti reali e una programmazione che tenga conto delle esigenze quotidiane di chi abita, lavora o gestisce un’attività nella parte più antica della città. Sul piano politico, la questione dei parcheggi rischia così di aprire un nuovo fronte di confronto tra opposizione e amministrazione comunale, con la Città Vecchia che torna a essere uno dei punti più sensibili del dibattito pubblico tarantino.

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