Kyma Ambiente è intervenuta sulla scarpata del lungomare e sull’arenile dell’ex Lido Nettuno. Il Comune di Taranto annuncia nuovi cestini e una pulizia continuativa dell’area.
Il Comune di Taranto ha avviato lunedì 13 luglio la rimozione dei rifiuti accumulati sulla scarpata del lungomare e lungo la spiaggia dell’ex Lido Nettuno.
Gli operatori di Kyma Ambiente hanno raccolto materiali abbandonati e rifiuti ingombranti, lavorando per diverse ore nonostante le temperature elevate.
Dopo l’intervento straordinario, l’amministrazione comunale punta a introdurre cestini dedicati e un servizio stabile per tutelare un tratto di costa frequentato da cittadini, turisti e crocieristi.
Kyma Ambiente ripulisce l’ex Lido Nettuno
Gli addetti di Kyma Ambiente sono intervenuti nell’area della scarpata interessata dai cantieri e sulla spiaggia dell’ex Lido Nettuno, dove la presenza prolungata di rifiuti aveva provocato problemi di decoro e condizioni igieniche sempre più critiche.
Le operazioni hanno consentito di eliminare anche i materiali più voluminosi e di ridurre i disagi provocati dai cattivi odori e dalla presenza di insetti e roditori.
L’intervento si è svolto durante la mattinata di lunedì 13 luglio, in una giornata segnata dal forte caldo. Gli operatori hanno lavorato in un’area non semplice da raggiungere e in parte condizionata dalla presenza dei cantieri.
Il Comune annuncia cestini e pulizia continuativa
La pulizia è stata disposta dall’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Bitetti, con il coinvolgimento dell’assessora all’Ambiente Fulvia Gravame e della struttura comunale competente.
Il passo successivo sarà l’installazione di cestini portarifiuti e contenitori destinati alla raccolta delle deiezioni canine. Il Comune ha inoltre annunciato l’attivazione di un servizio specifico e continuativo per mantenere pulito l’arenile.
L’obiettivo è evitare che, dopo l’intervento straordinario, la spiaggia torni rapidamente nelle condizioni precedenti.
Alla manutenzione pubblica dovrà però affiancarsi il comportamento responsabile di chi frequenta la zona. L’abbandono di rifiuti, oltre a danneggiare l’immagine del lungomare, può generare rischi igienici e compromettere la fruibilità degli spazi costieri.
Restano il divieto di balneazione e i limiti nelle aree di cantiere
La rimozione dei rifiuti non modifica le prescrizioni attualmente in vigore.
Nelle aree interessate dai lavori resta vietato l’accesso, mentre nello specchio d’acqua davanti all’ex Lido Nettuno permane il divieto di balneazione. Le acque risultano infatti ancora comprese nella classificazione portuale e non possono essere considerate balneabili.
Chi raggiunge la spiaggia può quindi utilizzare l’arenile nel rispetto delle disposizioni presenti, ma non può entrare in acqua né accedere alle zone delimitate dai cantieri.
Il futuro del lungomare di Taranto
La riqualificazione della scarpata e il recupero del rapporto tra Taranto e il suo mare rappresentano una parte importante dei programmi dell’amministrazione comunale.
Tra gli obiettivi indicati dal Comune c’è anche quello di creare le condizioni per recuperare, in futuro, la balneabilità di un tratto più ampio del lungomare. Si tratta però di un percorso che richiede verifiche ambientali, procedure amministrative e il rispetto dei parametri previsti dalla normativa.
Nel dibattito sul rilancio della zona rientra anche il possibile recupero del pontile Rota, struttura storicamente utilizzata come punto di attracco per i collegamenti marittimi verso l’Isola di San Pietro e come luogo frequentato dai pescatori.
Un’area frequentata anche dai crocieristi
L’ex Lido Nettuno si trova in una zona particolarmente visibile della città e vicina ai percorsi attraversati dai visitatori che arrivano a Taranto.
Durante i fine settimana, il lungomare è frequentato anche dai crocieristi, oltre che dai residenti e dai turisti. Per questo motivo la pulizia dell’arenile non rappresenta soltanto una questione ambientale, ma incide anche sull’accoglienza e sull’immagine della città.
L’assessora Fulvia Gravame ha ricordato l’impegno dell’amministrazione per completare la riqualificazione della scarpata e garantire maggiore decoro, invitando allo stesso tempo i cittadini a collaborare e a non abbandonare rifiuti.
La bonifica effettuata da Kyma Ambiente segna dunque un primo risultato concreto. La tenuta dell’intervento dipenderà ora dalla continuità del servizio annunciato, dall’installazione dei nuovi cestini e dal rispetto dell’area da parte di tutti.









