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Ginosa Marina, via libera alle nuove concessioni balneari

Ribaltata la decisione del Tar di Lecce: il Comune può procedere con le nuove assegnazioni. Sedici lidi su venti potranno aprire.

Le concessioni balneari a Ginosa possono andare avanti. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune, consentendo all’amministrazione di procedere con l’assegnazione delle nuove aree demaniali destinate agli stabilimenti.

La decisione, attesa dal 10 marzo e depositata nelle scorse ore, ribalta la precedente pronuncia del Tar di Lecce. Al centro del ricorso c’era l’assenza del Piano comunale delle coste, ritenuta da alcuni operatori un elemento ostativo per l’avvio delle nuove concessioni.

Secondo i giudici amministrativi, però, il Piano regionale delle coste già approvato in Puglia rappresenta una base sufficiente per permettere ai Comuni di riattivare le procedure concessorie. Nel caso di Ginosa, inoltre, il Piano comunale risulta in fase di elaborazione e il relativo progetto era stato allegato ai bandi.

Concessioni balneari a Ginosa, cosa cambia ora

La sentenza consente al Comune di proseguire con il percorso già avviato. In concreto, apriranno 16 lidi su 20. Restano esclusi quattro operatori, che dovranno lasciare le aree occupate.

Per il Consiglio di Stato, l’amministrazione comunale ha individuato in modo legittimo i lotti da assegnare, senza aggirare le norme nazionali o comunitarie. La procedura, secondo la lettura dei giudici, ha anticipato gli effetti della pianificazione locale senza sostituirsi ad essa in modo irregolare.

Nei prossimi giorni proseguiranno gli incontri tra Comune e nuovi concessionari per organizzare l’avvio della stagione estiva e definire gli aspetti operativi anche in vista degli anni successivi.

La posizione degli operatori esclusi

La decisione non chiude il confronto con gli operatori rimasti fuori. Uno di loro sostiene che, fino alla firma dei nuovi atti concessori, gli attuali gestori restino i diretti concessionari, pur in presenza di titoli scaduti. La richiesta è quella di poter lavorare almeno nell’immediato.

La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sulle concessioni balneari e sull’applicazione della direttiva Bolkestein. Assobalneari Italia continua a chiedere al Governo una verifica più ampia sulla reale scarsità della risorsa, sostenendo che la mappatura non debba riguardare solo le coste marine, ma anche laghi e fiumi.

Per Ginosa, intanto, la sentenza segna un passaggio decisivo: il Comune può procedere con le assegnazioni e la stagione balneare entra nella fase operativa.

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