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Taranto, imprese fragili dopo l’avvio: Confartigianato chiede un Osservatorio

Il saldo tra aperture e chiusure non basta più a leggere l’economia locale. Paolillo: serve capire quante nuove attività riescono davvero a consolidarsi.

La sopravvivenza imprese Taranto diventa il punto centrale per misurare la tenuta dell’economia locale. Non basta contare quante attività aprono e quante chiudono: per Confartigianato Taranto il vero indicatore è capire quante nuove imprese riescono a restare sul mercato dopo i primi anni.

La riflessione arriva nell’ambito del Forum “Taranto può farcela, se…”, con un’analisi che mette in discussione la lettura tradizionale dei dati camerali. Un saldo tra iscrizioni e cessazioni può apparire stabile o persino positivo, ma non dice cosa accade davvero al tessuto produttivo.

Sopravvivenza imprese Taranto, il nodo è dopo i primi anni

Secondo Confartigianato, una nuova partita Iva non compensa automaticamente la chiusura di un’impresa storica. Quando un’attività radicata scompare, il territorio perde competenze, esperienza, rapporti commerciali e capacità produttiva.

I dati richiamati dall’associazione indicano che il tasso di sopravvivenza delle imprese iscritte nel 2022 è pari al 72,5%, mentre per quelle nate nel 2023 si attesta al 77,7%. Il passaggio più delicato arriva però dopo, quando finiscono agevolazioni e sostegni iniziali.

In Puglia, il tasso di sopravvivenza a cinque anni si colloca intorno al 57,2% nel 2023. Per aree più fragili come Taranto, il quinto anno resta una soglia critica.

Microimprese esposte a margini bassi e credito difficile

La questione riguarda soprattutto micro e piccole imprese. Nel campione camerale delle società presenti nel triennio 2022-2024, l’81,5% è composto da microimprese. Il risultato netto mediano del 2024 è di 13.459 euro.

Sono numeri che descrivono realtà spesso attive, ma con margini ridotti, poca patrimonializzazione, scarsa capacità di investimento e forte dipendenza dalla liquidità corrente. Anche il ricorso a microcredito e strumenti simili può diventare un peso se l’impresa non riesce a consolidare clienti, mercato e fatturato.

Per questo Confartigianato propone un Osservatorio territoriale sul consolidamento delle imprese, con attenzione almeno fino al quinto anno di vita aziendale. L’obiettivo è monitorare non solo l’avvio, ma anche la fase successiva agli incentivi pubblici.

La proposta punta anche a recuperare e rafforzare il patrimonio dell’Osservatorio della Camera di commercio, considerato utile per leggere le trasformazioni dell’economia provinciale.

Per Confartigianato, Taranto ha bisogno di strumenti più precisi per capire quali attività resistono, quali restano fragili e dove intervenire prima che la chiusura diventi inevitabile. Fonte: comunicato Confartigianato Taranto, 12 maggio 2026.

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