Il progetto “Io voglio, io posso” ha formato circa 150 insegnanti e coinvolto alunni di sei classi. Nel prossimo anno focus sull’accessibilità culturale e museale.
La CAA nelle scuole di Taranto entra nella didattica quotidiana con il progetto “Io voglio, io posso”, realizzato da “La Casa di Sofia”. L’iniziativa rientra in “BES-T Community in Best Practice”, progetto triennale selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
La Comunicazione Aumentativa Alternativa aiuta bambini e ragazzi con difficoltà comunicative. Usa immagini, simboli, gesti, tabelle e strumenti digitali. Non sostituisce il linguaggio, ma lo sostiene. Inoltre, può favorire autonomia, partecipazione e relazioni più serene in classe.
La CAA nelle scuole di Taranto
Il percorso è attivo da due anni scolastici. Ha coinvolto classi dei plessi Gabelli, Giusti e Consiglio dell’Istituto comprensivo “Galilei”. Inoltre, ha interessato il plesso Vico dell’I.C. “Vico-De Carolis”.
La prima fase è stata dedicata all’osservazione nelle classi. Gli esperti hanno analizzato relazioni, modalità comunicative e livelli di partecipazione. In questo modo è stato possibile individuare bisogni educativi e strumenti più adatti ai singoli contesti.
Successivamente sono stati avviati laboratori operativi con gli alunni. Le attività hanno usato giochi comunicativi, letture facilitate, storytelling con simboli e tabelle visive. Inoltre, sono stati proposti esercizi cooperativi per favorire l’interazione tra compagni.
Il lavoro non si è concentrato solo sugli alunni con disabilità. Al contrario, ha coinvolto l’intero gruppo classe. Così gli strumenti della CAA sono diventati parte delle attività comuni.
Nell’anno scolastico 2024/2025 hanno partecipato alla formazione 30 persone. Sono state coinvolte sei classi, per un totale di 72 alunni. Nell’anno in corso, invece, il percorso si è ampliato. I docenti in formazione sono stati 107. A loro si sono aggiunti 17 operatori culturali, sportivi, educatori e bibliotecari. Le attività hanno riguardato anche 15 bambini con autismo, 5 con ADHD e altri alunni con patologie non ancora diagnosticate.

Formazione e nuovi percorsi culturali accessibili
La formazione è stata una parte centrale del progetto. Ha coinvolto insegnanti curricolari, docenti di sostegno, educatori, genitori e operatori del territorio. I moduli hanno avuto un taglio teorico e pratico. Per questo, i partecipanti hanno potuto sperimentare strumenti subito utilizzabili a scuola.
Durante gli incontri sono stati approfonditi l’uso dei simboli, la costruzione di supporti personalizzati e l’adattamento dei materiali didattici. Inoltre, è stato affrontato il tema degli ambienti comunicativamente accessibili.
Un’attenzione specifica è stata dedicata anche alla cultura. Infatti, il percorso ha previsto attività sulla lettura facilitata e sulla mediazione comunicativa in biblioteche e spazi culturali.
Nel prossimo anno scolastico partirà la terza e ultima fase. “La Casa di Sofia” lavorerà con “Circo Laboratorio Nomade”, altro partner del progetto. L’obiettivo sarà sviluppare un percorso dedicato all’accessibilità culturale e museale per gli alunni con disabilità.
“La Casa di Sofia” è un’associazione di promozione sociale nata dall’iniziativa dei genitori di due bambini con disabilità e patologie oncologiche. Dal 2019 promuove attività di inclusione attraverso sport, arte, formazione e percorsi educativi. Tra le iniziative avviate ci sono la scuola calcio “Super Team TEAM”, attività di circo, danza e teatro, progetti di tennis per tutti e interventi nelle scuole.
Il progetto conferma quindi l’importanza di una rete educativa stabile. Scuola, famiglie e associazioni possono rendere gli spazi di apprendimento più accessibili. Tuttavia, il risultato dipende dalla continuità del lavoro e dalla capacità di portare gli strumenti della CAA nella vita quotidiana delle classi.










