In Commissione Sanità indicata una nuova data per l’apertura dell’ospedale. Vietri attacca la Regione: “Servono altri 80 milioni”.
Il San Cataldo di Taranto non aprirà nel 2027. La nuova previsione indicata in Commissione Sanità della Regione Puglia sposta l’ingresso del primo paziente a marzo 2028, salvo ulteriori ritardi.
A riferirlo è il consigliere regionale Giampaolo Vietri, Fratelli d’Italia, dopo la risposta dell’assessore Donato Pentassuglia agli interventi dell’opposizione. Secondo quanto emerso durante i lavori, per portare l’ospedale alla piena operatività sarebbero necessari altri 80 milioni di euro.
Per Vietri si tratta di un nuovo rinvio per un’opera attesa da Taranto e dalla provincia da molti anni. Il consigliere parla di una situazione che continua a generare incertezza, con date che cambiano e cronoprogrammi che non arrivano al risultato atteso.
San Cataldo di Taranto, cosa manca per l’apertura
I passaggi ancora da completare riguardano forniture, collaudi, adempimenti tecnici e personale. Sono aspetti decisivi per rendere funzionante una struttura sanitaria complessa, ma il loro slittamento allunga ancora i tempi.
Il nodo principale resta quello della certezza sulle scadenze. L’opposizione chiede alla Regione un quadro definito, con impegni verificabili e responsabilità chiare. La richiesta arriva dopo anni di annunci e aggiornamenti che non hanno portato all’apertura dell’ospedale.
Secondo Vietri, Taranto non può più permettersi altri ritardi. L’attuale organizzazione sanitaria del territorio presenta criticità note: l’ospedale oggi in servizio viene giudicato superato e collocato in una zona difficile da raggiungere, soprattutto per chi arriva dai comuni della provincia.
Il consigliere collega il rinvio anche alla qualità dell’assistenza. Tempi più lunghi, accessi complicati e strutture non adeguate incidono sulla risposta sanitaria offerta ai cittadini.
Il ruolo del nuovo ospedale per la sanità tarantina
Il San Cataldo viene considerato un tassello centrale per il futuro della sanità a Taranto. Non riguarda soltanto la sostituzione o il potenziamento dell’attuale offerta ospedaliera, ma anche la costruzione di un percorso universitario più solido.
Vietri richiama il progetto di un policlinico universitario capace di sostenere i corsi di medicina avviati sul territorio. Proprio in questi giorni, ha ricordato, si sono laureati i primi due studenti del percorso medico tarantino. Senza una struttura moderna e pienamente operativa, secondo il consigliere, quel processo rischia di restare incompleto.
La discussione in Commissione riporta quindi al centro un tema già noto: quando il nuovo ospedale sarà davvero pronto. Per ora la data indicata è marzo 2028. Una scadenza che l’opposizione chiede di rendere credibile con atti concreti, risorse disponibili e un monitoraggio puntuale dei lavori ancora necessari.









