L’associazione propone un protocollo tra istituzioni, categorie e sindacati per valorizzare le imprese locali nelle gare pubbliche, nel rispetto di trasparenza e legalità.
Gli appalti a Taranto possono diventare uno strumento reale di crescita per il territorio, a condizione che le procedure pubbliche siano fondate su regole chiare, controlli efficaci e criteri capaci di riconoscere il valore delle imprese locali. È la posizione espressa da Confapi Taranto, che richiama l’attenzione sul ruolo delle piccole e medie imprese nel rilancio economico dell’area.
Secondo l’associazione, il sistema degli affidamenti pubblici attraversa una fase delicata. Le difficoltà delle imprese del territorio, unite alla complessità delle procedure, rischiano di limitare la partecipazione delle realtà produttive locali alle gare. Per questo Confapi indica due condizioni centrali: trasparenza e legalità. Non come principi astratti, ma come strumenti necessari per evitare irregolarità, favoritismi e distorsioni della concorrenza.
Appalti a Taranto, la proposta di Confapi
La proposta avanzata da Confapi Taranto riguarda la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra istituzioni competenti, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali. L’obiettivo è introdurre, nelle procedure di evidenza pubblica, criteri premiali in grado di valorizzare le PMI con sede operativa nel territorio tarantino.
Il punto non è escludere altri operatori, ma consentire alle imprese locali di competere con maggiore forza quando la vicinanza al territorio rappresenta un elemento utile per l’esecuzione dell’appalto. La presenza sul posto può infatti incidere sulla rapidità degli interventi, sulla conoscenza del contesto e sulla capacità di generare ricadute economiche nell’area interessata.
Confapi sottolinea anche un altro aspetto: trattenere sul territorio una parte maggiore del valore prodotto dagli investimenti pubblici. Se le imprese locali crescono, possono rafforzare la propria struttura finanziaria, reinvestire gli utili, assumere personale e migliorare l’accesso a finanziamenti pubblici e privati.
Premialità, cosa prevede il Codice dei Contratti
Il riferimento normativo è il D.lgs. 36/2023, il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, che disciplina l’utilizzo delle premialità nelle procedure di gara. Queste possono riguardare, da un lato, premi economici per le imprese che rispettano o anticipano determinati tempi di esecuzione; dall’altro, punteggi aggiuntivi nell’offerta tecnica quando l’operatore possiede requisiti considerati strategici dalla stazione appaltante.
Per Confapi, il protocollo dovrebbe servire proprio a rendere questi strumenti più chiari e applicabili, evitando interpretazioni disomogenee e garantendo alle stazioni appaltanti criteri condivisi. La premialità, in questa visione, deve essere oggettiva, proporzionata e coerente con l’interesse pubblico.
Il tema riguarda anche l’efficacia della spesa. Senza una strategia territoriale, il rischio è che le risorse disponibili si disperdano senza produrre effetti duraturi. Al contrario, appalti gestiti con regole certe possono sostenere filiere locali, rafforzare le imprese e contribuire alla creazione di lavoro stabile.
La richiesta di Confapi Taranto si inserisce quindi in un quadro più ampio: rendere gli appalti pubblici non solo procedure amministrative, ma strumenti di sviluppo. Per farlo servono controlli, collaborazione istituzionale e criteri capaci di premiare chi può contribuire concretamente alla crescita economica del territorio.









