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Taranto, mercato immobiliare in ripresa: compravendite ai massimi dal 2008

Il 1° Osservatorio Immobiliare 2026 di Nomisma registra nel 2025 un aumento delle transazioni residenziali, affitti più dinamici e tempi di collocamento più brevi.

Il mercato immobiliare Taranto conferma nel 2025 un percorso di recupero già visibile negli ultimi anni. A dirlo è il 1° Osservatorio Immobiliare 2026 di Nomisma, dedicato ai mercati intermedi, che fotografa un comparto residenziale più attivo, con compravendite in crescita, maggiore equilibrio tra domanda e offerta e un mercato degli affitti che continua a dare segnali di tenuta.

Secondo i dati riportati da Nomisma su base Agenzia delle Entrate, nel 2025 a Taranto le transazioni di immobili residenziali sono state 2.349. Si tratta del dato più alto registrato dal 2008. Un risultato che, secondo l’analisi, contribuisce a ridurre la distanza che ancora separa il capoluogo ionico da altri centri urbani.

Mercato immobiliare Taranto: compravendite in crescita

Nel settore residenziale, i prezzi delle abitazioni usate restano quasi fermi, con un aumento annuo dello 0,4%. Diverso il quadro per le case nuove o ristrutturate, che segnano una crescita media del 2,4%. È un dato che indica una domanda più orientata verso immobili pronti all’uso o con standard qualitativi più alti.

Restano stabili a sei mesi i tempi medi di vendita delle abitazioni. Allo stesso tempo, cala lo sconto medio applicato in fase di trattativa, sceso al 12%. È uno degli elementi che, secondo Nomisma, conferma un progressivo riequilibrio tra chi vende e chi compra. In sostanza, il prezzo richiesto e quello effettivamente riconosciuto tendono ad avvicinarsi, segnale di un mercato più ordinato rispetto al passato.

A incidere su questa fase sono soprattutto la tenuta della domanda e una maggiore capacità del mercato di assorbire l’offerta disponibile. Il risultato è una lenta ripresa che non si traduce in impennate, ma in una crescita graduale e più solida.

Affitti in aumento e tempi più brevi

Il comparto delle locazioni mostra un andamento più vivace rispetto alle compravendite. I canoni crescono del 2% su base annua, con incrementi distribuiti sia nel centro cittadino (+2,4%) sia nelle aree periferiche (+1,8%). Anche in questo caso il mercato appare reattivo, sostenuto da una domanda che resta alta.

I tempi medi per affittare un immobile residenziale scendono a 1,7 mesi, confermando una velocità di collocamento già elevata. Per i prossimi mesi, le previsioni restano orientate verso una domanda sostenuta, con la possibilità di un’ulteriore riduzione dei tempi necessari per chiudere un contratto.

Sul fronte prospettico, gli operatori mantengono invece un atteggiamento più prudente sulle compravendite, attese in una fase di sostanziale stabilità. L’aspettativa più favorevole riguarda proprio gli affitti, per i quali si prevede un aumento sia del numero dei contratti sia dei canoni.

Non residenziale: uffici in recupero, negozi ancora in difficoltà

Nel comparto direzionale, cioè quello degli uffici, Taranto registra un moderato miglioramento. Prezzi e canoni crescono quasi allo stesso ritmo, rispettivamente dello 0,6% e dello 0,7% annuo. I tempi di vendita scendono a otto mesi e lo sconto medio si riduce al 15%, il livello più basso degli ultimi dodici anni.

Anche le compravendite tornano a salire: 43 nel 2025 contro le 27 del 2024. Un dato che segnala un rinnovato interesse verso il settore. In lieve calo pure i tempi di locazione, scesi a cinque mesi.

Più difficile la situazione dei negozi. Qui i prezzi di compravendita calano dell’1,7% su base annua, mentre i canoni di locazione crescono appena dello 0,3%. Migliorano i tempi medi di vendita, anch’essi a otto mesi, e lo sconto scende al 14%, ma non basta a invertire la tendenza. Secondo Nomisma, il commercio al dettaglio continua infatti a fare i conti con una crisi strutturale che pesa sul valore degli immobili commerciali.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una città in cui il residenziale resta il segmento più stabile e dinamico. Taranto non corre, ma consolida una ripresa lenta, con indicatori che mostrano un mercato più ordinato e una domanda ancora presente, soprattutto sul fronte delle locazioni.

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