ISPRA e ARPA Puglia rilevano superamenti dei limiti negli scarichi idrici dell’area altoforno. La denuncia arriva in un comunicato diffuso da Luciano Manna di VeraLeaks.
L’ex Ilva di Taranto torna sotto osservazione per gli scarichi idrici collegati agli impianti dell’area altoforno. A rilanciare la vicenda è un comunicato diffuso da Luciano Manna di VeraLeaks, che richiama gli esiti dei controlli eseguiti da ISPRA e ARPA Puglia nel corso del terzo trimestre 2025.
Secondo la documentazione trasmessa al Ministero dell’Ambiente, gli accertamenti avrebbero evidenziato il superamento dei limiti previsti per alcuni parametri nello scarico parziale 12AI-B, collegato all’attività produttiva dell’altoforno.
La diffida del Ministero ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria è stata notificata il 16 aprile 2026, sulla base della proposta formulata da ISPRA con nota del 2 febbraio scorso.
Scarichi ex Ilva, i parametri oltre i limiti
I controlli ordinari nello stabilimento siderurgico di Taranto e Statte si sono svolti tra il 15 e il 18 settembre 2025. Successivamente ARPA Puglia ha effettuato ulteriori sopralluoghi e campionamenti sugli scarichi idrici e sulle emissioni in atmosfera.
Nel dettaglio, ISPRA segnala il superamento dei limiti per alluminio, boro e solidi sospesi totali nello scarico 12AI-B.
Per l’alluminio è stato registrato un valore di 9,635 mg/l rispetto al limite fissato a 1 mg/l. Il boro è stato rilevato a 4,86 mg/l, oltre il limite di 2 mg/l. I solidi sospesi totali hanno raggiunto 258 mg/l contro un limite previsto di 80 mg/l.
Secondo ISPRA, i dati rappresentano una violazione della prescrizione 188 contenuta nel decreto di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale del 25 luglio 2025.
Nel comunicato di Luciano Manna viene sottolineato come la loppa di altoforno continui a rappresentare una fonte di inquinamento già più volte contestata dagli enti di controllo. Non solo emissioni in atmosfera, quindi, ma anche criticità legate agli scarichi idrici.
La diffida del Ministero
ISPRA ha chiesto al Ministero di diffidare il gestore dello stabilimento. La richiesta prevede che Acciaierie d’Italia trasmetta entro 30 giorni una relazione tecnica sulle cause dei superamenti e uno studio di fattibilità sugli interventi necessari per eliminare il problema.
Il Ministero dell’Ambiente ha recepito la proposta con una comunicazione firmata dal direttore generale Gianluigi Nocco. Nel documento viene ricordato che la violazione contestata non risultava accertata nei 365 giorni precedenti.
Nella stessa nota ISPRA viene inoltre evidenziata una criticità relativa allo scarico 76AI per il parametro “azoto ammoniacale”. In questo caso non viene contestata una violazione formale perché l’impianto è ancora nei termini previsti dall’AIA per adeguarsi ai limiti prescritti.
La relazione ISPRA è stata trasmessa anche alla Procura della Repubblica di Taranto come ipotesi di reato prevista dal decreto legislativo 152/2006.










