Pubblicato dal Comune un avviso per raccogliere pre-progetti su otto strutture sportive. Proposte entro il 21 aprile, incontro pubblico il 13 aprile.
Il Comune di Taranto ha avviato una consultazione preliminare di mercato per definire come gestire e valorizzare, dopo i lavori in corso, gli impianti sportivi collegati ai Giochi del Mediterraneo 2026. L’obiettivo è raccogliere pre-progetti da operatori, federazioni, società sportive e investitori interessati a proporre modelli di gestione sostenibili per le strutture che saranno realizzate o riqualificate in vista dell’evento. L’avviso è stato pubblicato il 30 marzo sul sito istituzionale dell’ente.
Non si tratta ancora di una gara vera e propria. Il documento chiarisce infatti che la procedura ha carattere esclusivamente informativo e serve a sondare il mercato prima dei passaggi successivi. In questa fase non sono previste graduatorie, punteggi o diritti di prelazione per chi partecipa. Il Comune punta piuttosto a raccogliere idee utili a impostare la futura procedura di affidamento, anche attraverso formule di partenariato pubblico-privato o project finance.
Gli impianti inseriti nella consultazione sono otto: lo stadio comunale Talsano, il Pala Ricciardi con il Campo scuola Salinella, il Pala Mazzola, il centro sportivo Magna Grecia, il Centro Nautico Torpediniere, l’impianto natatorio Torre D’Ayala, il Parco Urbano Sportivo con il Pattinodromo comunale e l’impianto polivalente outdoor destinato a rugby, football americano e baseball. Si tratta, quindi, di una parte consistente del patrimonio sportivo che dovrà accompagnare Taranto oltre la finestra dei Giochi.
Gestione impianti Giochi del Mediterraneo 2026: chi può partecipare
L’avviso è rivolto a una platea ampia. Possono presentare un pre-progetto gli operatori economici attivi nella gestione di impianti sportivi, le federazioni sportive, gli enti di promozione, le società sportive, gli organizzatori di eventi, gli operatori dei settori sport, turismo, intrattenimento e servizi, oltre agli investitori specializzati nei partenariati pubblico-privati.
Nel pre-progetto dovranno essere indicati alcuni elementi essenziali: il modello gestionale proposto, lo strumento contrattuale ritenuto più adatto, la sostenibilità economico-finanziaria dell’intervento, l’eventuale contributo richiesto o il canone previsto e la durata del contratto. Il Comune valuterà il materiale ricevuto per capire quali soluzioni possano essere coerenti con l’interesse pubblico e con la prospettiva di utilizzo degli impianti nel medio e lungo periodo.
Un passaggio rilevante riguarda la finalità sociale dell’iniziativa. Per le associazioni e società sportive senza fini di lucro, il testo richiama la possibilità di presentare proposte orientate alla rigenerazione, alla riqualificazione e alla successiva gestione di uno o più impianti, con una destinazione che favorisca aggregazione, inclusione sociale e partecipazione giovanile. È un punto che segnala come il dossier non riguardi soltanto l’evento del 2026, ma anche l’eredità urbana e sociale che le opere possono lasciare alla città.
Scadenze e prossimi passaggi
Le manifestazioni di interesse dovranno essere trasmesse esclusivamente via Pec entro le ore 12 del 21 aprile 2026. L’indirizzo indicato dal Comune è grandiopere.comunetaranto@pec.rupar.puglia.it. È inoltre prevista la possibilità di effettuare sopralluoghi e di richiedere dati tecnici ed economici, secondo le modalità fissate nell’avviso.
Prima della scadenza, il Comune ha organizzato anche un evento pubblico di presentazione e confronto con i soggetti interessati. L’appuntamento è fissato per il 13 aprile 2026, alle 9.30, all’Università degli Studi “Aldo Moro”, ex Caserma Rossarol, in via Duomo a Taranto. Nel documento si legge anche che un secondo incontro nella stessa settimana si terrà a Roma, con data e sede da comunicare successivamente.
Per Taranto si apre così una fase delicata: non basta completare gli impianti, bisogna costruire una gestione che li renda vivi anche dopo i Giochi. La consultazione servirà proprio a questo, cioè a capire se il mercato è pronto a investire su modelli capaci di tenere insieme sport, servizi, sostenibilità economica e ricadute per il territorio.










