A Taranto prende forma un nuovo asse tra ricerca, università e imprese. Il Tecnopolo Mediterraneo e gli atenei pugliesi hanno presentato un protocollo d’intesa triennale che punta a trasformare il lavoro scientifico in applicazioni concrete per il territorio, con ricadute attese su innovazione, competitività e sostenibilità.
L’accordo mette al centro alcuni ambiti strategici per la crescita della Puglia e dell’area ionica: tecnologie pulite, energie rinnovabili, nuovi materiali e tutela ambientale. L’obiettivo è rafforzare il collegamento tra laboratori universitari e sistema produttivo, così da rendere più rapido il trasferimento tecnologico e favorire soluzioni utili alle imprese e alla collettività.
Tecnopolo Mediterraneo e atenei pugliesi: l’intesa per sviluppo sostenibile
Il protocollo guarda anche alla formazione avanzata e alla promozione dell’economia circolare, modello che punta al riuso delle risorse e alla riduzione degli sprechi. Secondo il presidente del Tecnopolo Mediterraneo, Antonio Messeni Petruzzelli, la messa in rete delle competenze può generare progetti con un impatto concreto sul sistema produttivo e sul territorio, costruendo un ecosistema integrato tra università, ricerca e imprese.
Tra i punti più rilevanti c’è il possibile effetto su Taranto, indicata come snodo centrale di questa strategia. Nel corso della presentazione, Roberto Bellotti ha definito l’accordo un passaggio importante per il rinnovamento economico e il risanamento ambientale della città, mentre Umberto Fratino ha sottolineato il valore del Tecnopolo come presidio per un rilancio dell’area ionica capace di andare oltre il siderurgico.
Per il territorio, l’intesa rappresenta un passaggio che può tradurre conoscenza scientifica e alta formazione in opportunità reali, con effetti attesi su ambiente, qualità della vita e capacità competitiva del sistema pugliese.










