Polimeri in altoforno ex Ilva a Taranto: l’iter autorizzativo entra in una fase formale. Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha depositato il 23 gennaio 2026 l’istanza di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente e Ispra. Informata anche Ilva spa in amministrazione straordinaria.
Il progetto punta alla combustione di polimeri in altoforno in parziale sostituzione del fossile, fino a 60.000 tonnellate all’anno. Nella relazione, l’intervento viene presentato come coerente con i principi di transizione verso un’economia circolare.
Polimeri in altoforno in ex Ilva a Taranto: cosa prevede il progetto e a che punto è il riesame
Il tema è già inserito nell’istruttoria AIA rilasciata al gestore e compare nella prescrizione numero 471 dell’autorizzazione integrata ambientale del 4 agosto 2022. Come da procedura, ora il gestore presenta l’istanza di riesame completa di elaborati progettuali e cronoprogramma delle attività previste.
La fase attuale è preliminare. Il Ministero analizzerà la documentazione e potrà chiedere eventuali integrazioni. La seconda fase prevede consultazioni pubbliche, istruttorie tecniche e conferenze dei servizi, fino all’eventuale emissione del decreto di riesame.
Nella documentazione depositata vengono richiamate anche relazioni e analisi emissive del test effettuato a luglio 2022 sull’altoforno 4 dell’ex Ilva di Taranto. In quell’occasione venne iniettato il polimero Bluair, un brevetto registrato della società I.Blu di San Giorgio di Nogaro (Udine), del gruppo Iren, che ha inaugurato il proprio impianto a ottobre 2021.
Proprio le prove del 2022 restano uno dei punti più discussi. Quel test provocò l’ostruzione delle tubiere dell’altoforno, una condizione considerata pericolosa perché potrebbe creare un incidente rilevante sull’impianto. È uno dei motivi per cui, attorno al progetto dei polimeri in altoforno in ex Ilva a Taranto, continuano a emergere perplessità.
C’è poi un altro elemento evidenziato negli stessi documenti del gestore. Per l’impianto Voestalpine di Linz si parla di utilizzo dei polimeri “in impiantistica dedicata ad hoc per i polimeri”. A Taranto, invece, il contesto è diverso: non si tratta di una linea progettata ad hoc, ma di altiforni datati. Nell’istanza si tiene conto della presenza nello stabilimento degli Afo 1, 2, 4 e 5, compresi quelli fermi.
Il dossier sui polimeri in altoforno ex Ilva a Taranto è quindi avviato sul piano amministrativo, ma resta aperto il nodo principale per il territorio: quali garanzie verranno richieste su sicurezza impiantistica e controllo delle emissioni, prima di un’eventuale autorizzazione.









