Intervento del Consigliere comunale dell’UDC al Comune di Taranto, Emiliano Messina.
Sono ormai quotidiane le segnalazioni e le testimonianze che giungono alla mia attenzione da parte degli operatori sanitari che operano nelle strutture sanitarie della casa circondariale “Carmelo Magli” di Taranto.
In ogni segnalazione è evidente il senso di disperazione di chi si reca a lavoro con senso di responsabilità, ma allo stesso tempo si avverte la frustrazione di chi è costretto a “vivere” in un ambiente non consono. Questo perché, dalle segnalazioni ricevute, gli ambienti sanitari del carcere presentano criticità strutturali non tollerabili e condizioni igienico-sanitari al limite della decenza: parliamo di condizioni che minano seriamente la sicurezza degli stessi operatori.
In particolare, solo per portare qualche esempio, mi riferisco all’assenza di spogliatoi e servizi igienici dedicati al personale sanitario con conseguente obbligo per gli operatori sanitari di recarsi dalle proprie abitazioni al luogo di lavoro e viceversa, indossando la divisa. Questa dinamica è in palese contrasto con le norme igienico-sanitarie e di prevenzione del rischio biologico. Al “Magli” siamo in presenza di un unico bagno promiscuo che viene utilizzato da circa una trentina di operatori, carenza di armadietti per la custodia degli effetti personali, condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza lavorativa non conformi ai principi previsti dal d.lgs. 81/2008, infermerie collocate in ambienti non conformi agli standard di sicurezza, privi di impianti di climatizzazione, che portano a inevitabili ripercussioni sul benessere degli operatori e sulla corretta conservazione dei farmaci e dei presidi sanitari, personale infermieristico che, presso il padiglione Jonio, è frequentemente costretto a soggiornare in locali chiusi e anch’essi privi di climatizzazione, con una grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria che non consente di poter far operare in maniera adeguata e in totale sicurezza durante l’apertura delle sezioni detentive.
È facile intuire che tutte queste situazioni, che violano la normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, sono una grave lesione ai diritti dei lavoratori.
Per queste ragioni, ho chiesto un incontro con il Prefetto di Taranto, al fine di avviare un confronto che possa portare a delineare un percorso condiviso per la soluzione delle problematiche.
Inoltre, in qualità di Consigliere del Comune di Taranto, ho chiesto al direttore del “Magli” di programmare una mia visita istituzionale presso gli ambienti sanitari della stessa casa circondariale, in maniera tale da poter effettuare un sopralluogo.
In chiusura, voglio approfittare di questo intervento per ribadire anche un altro aspetto, che ho già affrontato qualche tempo fa: il benessere dei detenuti. Quel benessere che molte volte viene compromesso dai problemi di sovraffollamento delle stesse carceri oppure per la mancanza degli affetti, la sensazione di disperazione, la mancanza di aspettative in relazione alla pena da espiare e quella incapacità di affrontare lo stress della stessa vita in carcere.
Ragioni queste, per le quali sollecito pubblicamente il sindaco di Taranto Piero Bitetti ad accelerare la nomina del garante dei detenuti con l’auspicio che venga individuata fra i partecipanti al bando del Comune di Taranto, la figura di spessore con il miglior curriculum e con maggiore esperienza. Come istituzione abbiamo il dovere di contribuire al miglioramento del sistema carcerario in tutte le sue sfaccettature.









