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Rigassificatore al Molo Polisettoriale, Confartigianato dice no

L’associazione critica la riapertura della procedura sul progetto a Taranto e chiede un modello di sviluppo diverso, più legato a mare, turismo e piccola impresa.

La Confartigianato Taranto rigassificatore prende posizione contro l’ipotesi di collocare l’impianto al Molo Polisettoriale. La nota stampa diffusa dall’associazione, firmata dalla Segreteria generale di Confartigianato Imprese Taranto, esprime forte preoccupazione per la riapertura della procedura legata al progetto.

Il presidente Giovanni Palmisano e il segretario generale Fabio Paolillo contestano una scelta che, secondo l’associazione, rischia di riportare Taranto dentro un modello fondato ancora sull’industria pesante. Il punto non riguarda una contrarietà ideologica alla produzione energetica, ma la localizzazione di una nuova infrastruttura considerata impattante in un territorio già segnato da decenni di pressione industriale.

Confartigianato Taranto rigassificatore: la posizione dell’associazione

Confartigianato sostiene che Taranto non possa continuare a subire decisioni calate dall’alto. Nella nota viene richiamato il tema della diversificazione economica, più volte indicata come strada per il rilancio della città, ma spesso contraddetta da scelte che mantengono centrale il peso dell’industria.

Per l’associazione, il futuro del territorio ionico deve passare da un equilibrio tra produzione, ambiente, turismo, cultura, servizi, economia del mare e piccole imprese. In questa visione, il Molo Polisettoriale non dovrebbe diventare il punto di approdo di un nuovo progetto capace di condizionare lo sviluppo della città.

Il nodo Lido Azzurro e lo sviluppo della costa

Un passaggio rilevante riguarda Lido Azzurro. Confartigianato ritiene che il quartiere non possa essere trattato come un’area sacrificabile. La richiesta è di investire sulla rigenerazione della fascia costiera, sulla qualità della vita dei residenti e su attività economiche compatibili con turismo, mare e servizi.

Il messaggio politico ed economico della nota è netto: Taranto deve poter costruire alternative solide e durature, senza aggiungere nuove servitù industriali. Confartigianato chiede quindi soluzioni diverse, capaci di non compromettere il percorso di diversificazione avviato con fatica dalla città.

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