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Emergenza Taranto, Lazzàro (FdI) risponde alla lettera del sindaco Bitetti

emergenza Taranto, confronto politico dopo la lettera del sindaco a Meloni

Taranto torna al centro del dibattito politico dopo la lettera inviata dal sindaco Piero Bitetti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con la richiesta di un incontro e la definizione della città come “emergenza nazionale”. Sul tema è intervenuto il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Luca Lazzàro, con una nota datata 14 gennaio 2026.

È vero, Taranto è in emergenza, ma per colpa di vent’anni di cattivi governi di sinistra”, scrive Lazzàro, sostenendo che la crisi “sanitaria, ambientale, industriale e sociale” descritta dal sindaco sia il risultato di “scelte sbagliate, rinvii, promesse mancate, immobilismo e subalternità politica” maturate in oltre due decenni.

Nella dichiarazione, il consigliere richiama la vertenza ex Ilva: “i Commissari straordinari di Acciaierie d’Italia hanno promosso una causa civile da circa 7 miliardi contro ArcelorMittal” per la gestione del periodo 2018–2024. Cita inoltre “l’ultimo decreto” che destina 149 milioni di euro per il 2026, indicati come risorse per garantire la continuità operativa degli impianti e, se la cessione a terzi non si chiudesse entro il 30 gennaio, per sostenere le attività produttive.

Lazzàro critica poi l’azione dell’amministrazione comunale: dopo “sette mesi di governo”, afferma, “non c’è una visione industriale” né “una strategia di sviluppo del territorio”, aggiungendo che si sarebbero allontanati investitori, citando Renexia e Vestas. “Taranto oggi non ha un Comune che guida la città nella tempesta: ha un Comune che si limita a scrivere lettere a Roma”, conclude.

Il consigliere contesta l’uso politico di una tragedia sul lavoro richiamata nella lettera del sindaco: “La sicurezza dei lavoratori merita serietà, competenza e soluzioni, non propaganda”.

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