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Ex Ilva di Taranto, operaio schiacciato tra un’autobotte e una motoscopa: è grave

L’incidente sul lavoro sarebbe avvenuto il 29 luglio nell’area occupata da una ditta dell’indotto. Secondo la denuncia di VeraLeaks, il lavoratore sarebbe rimasto compresso tra due mezzi industriali durante una manovra in retromarcia.

Un operaio di una ditta dell’indotto è rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto nella mattinata del 29 luglio all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto.

La notizia è stata diffusa da Luciano Manna di VeraLeaks e successivamente ripresa da Telenorba. Al momento non risultano comunicazioni pubbliche dell’azienda o delle autorità competenti che consentano di confermare integralmente la dinamica dell’accaduto.

L’operaio schiacciato durante la retromarcia

Secondo la ricostruzione fornita da VeraLeaks, il lavoratore stava operando nei pressi di una motoscopa quando un’autobotte avrebbe effettuato una manovra in retromarcia.

L’operaio sarebbe rimasto compresso tra i due mezzi industriali, riportando gravi lesioni e diverse fratture. Nonostante la violenza dell’impatto, le sue condizioni non sarebbero tali da far temere per la vita.

Il luogo preciso dell’incidente, l’impresa per la quale lavora l’uomo e la sua età non sono stati resi noti.

Gli accertamenti sulla dinamica

Sempre secondo le informazioni raccolte da VeraLeaks, dopo l’incidente sarebbero intervenuti gli uomini dello Spesal insieme alla polizia giudiziaria.

Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica della manovra, le condizioni nelle quali stavano operando i due mezzi e il rispetto delle procedure previste per la sicurezza dei lavoratori.

Non sono disponibili, al momento, informazioni ufficiali sull’eventuale sequestro dei mezzi o sull’apertura di un’indagine.

VeraLeaks denuncia il silenzio sull’incidente

Luciano Manna denuncia la scarsità di informazioni diffuse dopo l’accaduto e parla di un «muro del silenzio» all’interno dello stabilimento.

Secondo VeraLeaks, la fase di profonda incertezza che interessa il futuro dell’ex Ilva non deve determinare un abbassamento dell’attenzione sulla sicurezza.

Gli impianti, infatti, restano operativi e continuano a ospitare quotidianamente lavoratori diretti e dipendenti delle aziende dell’indotto.

La sicurezza resta centrale nell’ex Ilva

L’incidente del 29 luglio riporta al centro il tema della prevenzione nello stabilimento siderurgico tarantino.

Negli ultimi mesi si sono verificati altri infortuni all’interno della fabbrica. Ad aprile un operaio di 46 anni di una ditta esterna era rimasto ferito durante un’attività di manutenzione nell’area dell’altoforno 2. Anche in quella circostanza era stato interessato lo Spesal.

Nel marzo 2026 un altro lavoratore era precipitato da un piano di calpestio nell’area Agglomerato, riportando conseguenze mortali.

Questi episodi rendono ancora più urgente verificare le procedure operative, lo stato dei mezzi, la manutenzione degli impianti e il coordinamento tra Acciaierie d’Italia e le imprese dell’appalto.

L’appello ai lavoratori

VeraLeaks invita gli operai a segnalare eventuali incidenti, situazioni di pericolo e violazioni delle norme sulla sicurezza che si verifichino all’interno dello stabilimento.

La ricostruzione dell’incidente resta ora affidata agli accertamenti degli organi competenti. Saranno le verifiche tecniche e le eventuali comunicazioni ufficiali a stabilire responsabilità e cause dell’accaduto.

IA utilizzata come assistenza redazionale; testo verificato, modificato e approvato dal direttore.

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