Attiva Lizzano chiede a ingegneri, geologi, medici, avvocati, biologi, chimici e altri professionisti della provincia di Taranto di contribuire alla valutazione tecnica del progetto di riattivazione e ampliamento della discarica ex Vergine.
Attiva Lizzano ha lanciato da Lizzano, il 23 giugno 2026, un appello pubblico ai tecnici e agli Ordini professionali della provincia di Taranto.
L’associazione chiede la nascita di una Commissione Tecnica Territoriale indipendente sul progetto di riattivazione della discarica ex Vergine.
La richiesta arriva dopo il rinvio di 60 giorni deciso nella Conferenza di servizi del 16 giugno 2026.
Il progetto in località Palombara
La società Lutum S.r.l. ha presentato istanza di PAUR per riattivare una installazione di smaltimento di rifiuti non pericolosi.
L’impianto si trova in località Palombara, nell’isola amministrativa del Comune di Taranto.
L’area è vicina a Fragagnano, Lizzano, Monteparano, Faggiano e Roccaforzata.
Il rinvio della Conferenza di servizi
La Conferenza di servizi del 16 giugno 2026 ha rinviato ogni decisione di circa 60 giorni.
Il rinvio consentirà a Lutum S.r.l. di presentare le controdeduzioni.
La società dovrà rispondere al parere contrario di ARPA Puglia, composto da 45 pagine.
Dovrà inoltre rispondere alle osservazioni di Attiva Lizzano, pari a 24 pagine.
L’appello ai professionisti
Attiva Lizzano chiede il coinvolgimento di ingegneri, geologi, medici, architetti, avvocati, agronomi, biologi e chimici.
L’associazione invita anche ricercatori, studiosi e tecnici del territorio a partecipare.
L’obiettivo è costruire una Commissione Tecnica Territoriale indipendente.
La commissione dovrebbe valutare gli impatti ambientali, sanitari, economici e sociali del progetto.
Una questione ambientale e sanitaria
Secondo Attiva Lizzano, la discarica è chiusa ma continua a creare disagi.
Nella lettera si fa riferimento alle segnalazioni dei cittadini inviate ad ARPA per i cattivi odori.
Per l’associazione, la decisione sul PAUR può incidere sul futuro dell’intera area orientale della provincia di Taranto.
Il modello di sviluppo del territorio
Attiva Lizzano collega la vicenda a una riflessione più ampia.
Il territorio, secondo l’associazione, vive già difficoltà legate a calo demografico, fuga dei giovani e crisi delle attività economiche.
La riapertura e l’ampliamento della discarica rischierebbero di pesare su turismo, agricoltura e qualità ambientale.
La proposta di Attiva Lizzano
L’associazione sostiene un modello fondato su economia circolare, raccolta differenziata, recupero di materia e riduzione dei rifiuti.
La lettera invita i professionisti a mettere insieme competenze, dati, studi ed esperienze.
“Difendere il territorio non significa soltanto opporsi, ma soprattutto progettare il futuro”, scrive Attiva Lizzano.










