Home / Attualità / Taranto, Liviano: “Serve una risposta educativa al disagio dei giovani”

Taranto, Liviano: “Serve una risposta educativa al disagio dei giovani”

Dopo l’omicidio di Bakari Sako, alcuni suicidi e l’aggressione negli uffici dei servizi sociali, il presidente del Consiglio comunale richiama istituzioni e comunità a una responsabilità condivisa.

Taranto vive giorni segnati da dolore e preoccupazione. A intervenire è Gianni Liviano, presidente del Consiglio comunale, che richiama la città a una riflessione seria dopo una serie di episodi che hanno colpito la comunità: l’omicidio di Bakari Sako, alcuni suicidi e l’aggressione avvenuta negli uffici dei servizi sociali del Comune da parte di un tredicenne.

Per Liviano non basta fermarsi alla condanna dei singoli fatti. La risposta, sostiene, non può esaurirsi nell’indignazione, nella rabbia o negli slogan. Al centro della sua nota c’è il tema del disagio sociale ed educativo che attraversa la città, con particolare attenzione ai ragazzi, alle famiglie più fragili e ai quartieri dove la solitudine rischia di diventare terreno di crisi.

Disagio giovanile a Taranto, il richiamo alle responsabilità

Il presidente del Consiglio comunale sottolinea che chi commette errori deve rispondere delle proprie azioni. Allo stesso tempo, però, invita la comunità a non scegliere soltanto la via della punizione o della demonizzazione dei giovani.

Secondo Liviano, un tredicenne che reagisce con violenza, adolescenti cresciuti in contesti difficili e ragazzi travolti dalla disperazione sono segnali di un problema più ampio. Un problema che riguarda istituzioni, famiglie, scuola, politica e società civile.

La questione, nella sua lettura, non è solo giudiziaria o emergenziale. È educativa, sociale e culturale. Per questo chiede più ascolto, una presenza più forte degli adulti, sostegno psicologico e maggiore attenzione alle fragilità presenti nei territori.

La Carta della Pace di Taranto

Liviano richiama anche il percorso della Carta della Pace di Taranto, indicandolo come uno strumento per rafforzare i legami della comunità e costruire coesione sociale. L’obiettivo, spiega, è mettere insieme istituzioni, realtà educative e cittadini per affrontare una fase complessa senza propaganda e senza indifferenza.

Nella nota emerge anche la necessità di tutelare le vittime e sostenere chi lavora ogni giorno nei servizi pubblici. Ma, allo stesso tempo, Taranto non può rinunciare ai propri ragazzi. Lasciare indietro una generazione, avverte Liviano, significherebbe indebolire il futuro stesso della città.

La posizione del presidente del Consiglio comunale è quindi un invito a tenere insieme fermezza e responsabilità sociale. Difendere la legalità, sostenere chi è stato colpito e intervenire sulle cause profonde del disagio sono passaggi che, secondo Liviano, devono procedere insieme.

La chiusura della nota guarda alla necessità di ricostruire fiducia, relazioni e futuro. Una richiesta rivolta non solo alla politica, ma all’intera comunità tarantina.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *