Confartigianato Taranto richiama Governo e committenza: le imprese anticipano costi sempre più alti, ma gli aumenti non vengono riconosciuti nelle tariffe.
Il caro carburante nell’autotrasporto continua a pesare sulle imprese, anche dopo la sospensione del fermo nazionale decisa dalla categoria in seguito al confronto con il Governo. Per Confartigianato Taranto, l’intesa raggiunta a Palazzo Chigi rappresenta un primo passo, ma non basta a risolvere le difficoltà strutturali del settore.
Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Taranto, sottolinea il nodo principale: gli autotrasportatori pagano subito l’aumento del gasolio, mentre il riconoscimento economico di quei costi resta spesso fuori dai contratti. Gli incrementi finiscono lungo la filiera e arrivano al consumatore finale, ma non sempre tornano a chi sostiene direttamente la spesa per far viaggiare i mezzi.
Caro carburante nell’autotrasporto: il nodo delle tariffe
Secondo Confartigianato, molte imprese si trovano strette tra misure pubbliche che attenuano solo in parte l’emergenza e una committenza che continua a non adeguare le tariffe ai costi reali. Il rischio è quello di scaricare sull’autotrasporto una parte rilevante dell’aumento dei prezzi, lasciando alle aziende il peso finanziario dell’attività quotidiana.
Il problema riguarda anche la concorrenza al massimo ribasso. In un mercato dove spesso prevale il prezzo più basso, le imprese che chiedono tariffe più coerenti con i costi di esercizio rischiano di essere sostituite da operatori disposti a lavorare a condizioni meno sostenibili.
Per Paolillo, nessun comparto può reggere a lungo se costretto a lavorare sotto costo. Il gasolio rappresenta una delle principali voci di spesa per le aziende di trasporto e, in molti casi, incide per oltre un terzo sui costi complessivi.
Liquidità e gasolio professionale alla pompa
Un altro punto centrale è la liquidità. Le imprese devono anticipare carburante, pedaggi, manutenzioni, pneumatici, stipendi e costi di gestione. Senza risorse immediate, i mezzi restano fermi.
Confartigianato rilancia quindi una richiesta storica: riconoscere il gasolio professionale direttamente alla pompa, attraverso il meccanismo delle accise, superando il sistema dei rimborsi successivi. Una soluzione che, secondo l’associazione, renderebbe il sostegno più semplice, trasparente e utile nella gestione ordinaria.
Il tema ha un peso particolare nel Tarantino, dove l’autotrasporto è stato a lungo legato al sistema industriale locale. Le trasformazioni degli ultimi anni hanno cambiato gli equilibri, aumentando frammentazione della committenza e pressione sulle tariffe.
Confartigianato Trasporti chiede ora di rafforzare il confronto con il Governo, anche attraverso la ricostituzione della Consulta Generale dell’Autotrasporto e della Logistica. Al centro restano la corretta remunerazione dei servizi, la responsabilità lungo la filiera e un rapporto più equilibrato tra committenti e vettori.










