Il sindaco interviene in apertura di seduta e parla alla città: “Questo copione comincia a stancarmi”.
Il sindaco di Taranto Bitetti ha scelto il Consiglio comunale per rispondere alle accuse ricevute negli ultimi giorni. Lo ha fatto in apertura di seduta, con un intervento rivolto sia all’aula sia alla città, respingendo quelle che ha definito strumentalizzazioni politiche.
Bitetti ha preso la parola a sorpresa, prima dell’avvio dei lavori consiliari, per chiarire la propria posizione. Il sindaco ha contestato il clima che si è creato attorno alla sua amministrazione e ha lasciato intendere di non voler più accettare ricostruzioni che, a suo giudizio, alterano il senso delle scelte compiute.
Bitetti risponde alle accuse
Nel suo intervento, il primo cittadino ha usato toni netti. La frase “Questo copione comincia a stancarmi” sintetizza il senso della replica: Bitetti ritiene che il confronto politico sia stato spostato su un piano polemico, con accuse ripetute e messaggi rivolti più all’opinione pubblica che al merito delle questioni amministrative.
Il sindaco ha rivendicato la necessità di riportare il dibattito sui fatti e sulle responsabilità istituzionali. Il passaggio in Consiglio comunale non è stato quindi solo una difesa personale, ma anche un messaggio alla maggioranza, all’opposizione e ai cittadini.
Il messaggio alla politica e alla città
La scelta di intervenire all’inizio della seduta non è casuale. Bitetti ha voluto fissare subito il punto politico, prima che l’aula entrasse nel vivo dei lavori. In questo modo ha dato un segnale chiaro: le polemiche, secondo la sua posizione, non devono condizionare l’attività amministrativa.
Resta ora da capire quali saranno le reazioni dei gruppi consiliari e se il confronto proseguirà nei prossimi giorni anche fuori dall’aula. Il clima politico a Taranto resta teso, ma il sindaco ha scelto di non lasciare senza risposta le contestazioni.
La seduta del Consiglio comunale diventa così il luogo di una presa di posizione pubblica. Bitetti respinge le accuse, parla di strumentalizzazioni e chiede che il dibattito torni su un terreno istituzionale.










