Controlli della Guardia Costiera tra Nova Siri e Policoro: trovati novellame di sarda e attrezzatura usata per una cattura proibita
Nuovo intervento contro la pesca illegale sul litorale ionico lucano. Durante un controllo coordinato dalla Capitaneria di porto di Taranto, la Guardia Costiera ha sequestrato circa 20 chili di novellame di sarda e una rete vietata.
L’operazione si è svolta lungo la costa ionica della Basilicata. In azione i militari dell’Ufficio Locale Marittimo di Policoro, supportati da una motovedetta della Guardia Costiera.
Sequestro tra Nova Siri e Policoro
Il primo sequestro è avvenuto nel territorio di Nova Siri. Qui i militari hanno trovato circa 20 chilogrammi di novellame di sarda durante un servizio di vigilanza marittima.
Nello stesso contesto operativo, i controlli sono proseguiti a Torre Mozza di Policoro. In questa zona, i militari hanno individuato a bordo di un veicolo una rete da pesca illegale. Secondo quanto emerso dall’attività di controllo, la rete serviva per la cattura del novellame. Anche l’attrezzatura è finita sotto sequestro.
Pesca illegale sul litorale ionico lucano, perché il novellame è protetto
La pesca del novellame è vietata dalla legge. Il motivo è semplice: si tratta di esemplari giovani, essenziali per la crescita delle specie marine e per il ripopolamento del mare.
Prelevare questi pesci troppo presto riduce la capacità di riproduzione delle specie. Il danno riguarda quindi non solo l’ambiente marino, ma anche il futuro della pesca regolare. Senza ricambio naturale, infatti, le risorse ittiche si impoveriscono.
Per questo i controlli hanno un valore ambientale preciso. Fermare la cattura del novellame significa difendere l’equilibrio dell’ecosistema e tutelare una risorsa che appartiene a tutti.
Controlli destinati a continuare
L’operazione rientra nelle attività di contrasto alla pesca illegale coordinate dalla Capitaneria di porto di Taranto. I controlli riguardano sia il mare sia il territorio costiero. L’obiettivo è bloccare pratiche vietate e proteggere le risorse ittiche.
Il ritrovamento della rete illegale conferma l’attenzione delle autorità su questo fenomeno. Non c’è solo il sequestro del pescato. C’è anche il recupero di uno strumento ritenuto utile per una cattura proibita.
La Guardia Costiera continuerà con nuove verifiche lungo il litorale ionico lucano. L’azione di vigilanza punta a contrastare la pesca illegale e a salvaguardare il patrimonio marino, con effetti diretti sulla tutela dell’ambiente e sul rispetto delle regole nel settore ittico.










