Un prestito fantasma online promesso per 7.500 euro, un bonifico da 297 euro e poi il silenzio. Da qui parte la denuncia di un quarantenne tarantino e l’indagine che porta a un procedimento per truffa, chiuso con un decreto penale di condanna.
La richiesta di prestito e la richiesta di “spese” anticipate
I fatti risalgono all’estate del 2021. L’uomo, residente a Taranto, cerca un finanziamento sul web e trova un portale che si presenta come intermediario nel settore del credito. Compila la richiesta e, poco dopo, riceve una telefonata e un’email da una persona che si qualifica come operatrice dell’agenzia.
La presunta operatrice conferma la possibilità di ottenere il prestito, ma pone una condizione: pagare prima 297 euro per spese accessorie. Invia anche istruzioni dettagliate per il versamento, con coordinate bancarie intestate a un soggetto terzo.
Il bonifico del 12 luglio e il silenzio dopo i contatti
Il 12 luglio 2021 il quarantenne dispone il bonifico verso un conto estero, convinto di seguire una procedura standard. Dopo il pagamento, però, i contatti cambiano tono. Alle richieste di aggiornamenti arrivano risposte evasive, poi non arriva più nulla. L’interlocutore diventa irreperibile e il finanziamento non si vede mai.
A quel punto l’uomo presenta formale querela. Nella vicenda lo assiste il suo avvocato.
Le indagini della Guardia di Finanza e il conto individuato
La Guardia di Finanza avvia gli accertamenti e acquisisce la documentazione bancaria. Ricostruisce i passaggi della transazione e raccoglie anche i dati sulle utenze e sugli indirizzi digitali usati nei contatti, oltre alle comunicazioni intercorse con la vittima.
Le verifiche permettono di individuare l’intestatario del conto che riceve il bonifico: un uomo di 44 anni, residente nel Bolognese e di origine bengalese. Dagli atti emerge anche che il conto risulta aperto tramite applicazione mobile pochi mesi prima e poi chiuso.
Il decreto penale e cosa deve sapere chi cerca prestiti online
Secondo l’impostazione accusatoria, il prestito fantasma online segue un meccanismo che simula una pratica di finanziamento credibile. L’obiettivo, però, resta l’incasso di somme anticipate senza alcuna reale intenzione di erogare il denaro richiesto.
Il fascicolo parte contro ignoti, poi gli investigatori lo collegano al soggetto individuato come intestatario del conto. La Procura della Repubblica di Taranto chiede il decreto penale di condanna per truffa. Il giudice emette il provvedimento e stabilisce una multa pari a 6.800 euro.
La vicenda del prestito fantasma online riporta l’attenzione su un segnale ricorrente nei raggiri: la richiesta di pagamenti anticipati, spesso su conti intestati a terzi e con passaggi poco trasparenti.










