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TARI a Taranto, ipotesi aumento fino all’8%: Confartigianato chiede di rendere pubblico il PEF

Confartigianato Taranto chiede al Comune di illustrare pubblicamente il Piano economico finanziario 2026 prima dell’approvazione delle nuove tariffe. Il segretario generale Fabio Paolillo: «Ogni ulteriore sacrificio deve essere giustificato con dati verificabili».

Confartigianato Taranto chiede al Comune di rendere pubblico il Piano economico finanziario 2026 prima di assumere qualsiasi decisione sulla TARI. L’associazione interviene il 27 luglio dopo le indiscrezioni su un possibile aumento della tassa sui rifiuti compreso tra il 6 e l’8%. Per cittadini e imprese, sostiene Confartigianato, non è più sufficiente conoscere l’importo finale: occorre capire come vengono utilizzate le risorse e quali risultati produce il servizio.

La richiesta arriva in una fase economica particolarmente delicata per Taranto, segnata dalla crisi del comparto siderurgico, dalle difficoltà dell’indotto, dalla debolezza dei consumi e dall’aumento dei costi sostenuti dalle attività produttive e dalle famiglie.

Per Confartigianato, prima di chiedere nuovi sacrifici ai contribuenti, l’amministrazione comunale deve dimostrare di avere utilizzato tutti i possibili margini di efficienza nella raccolta e nella gestione dei rifiuti.

Confartigianato: «Il PEF 2026 sia illustrato pubblicamente»

Al centro dell’intervento c’è il PEF, Piano economico finanziario, il documento attraverso il quale vengono determinati i costi riconosciuti del servizio di gestione dei rifiuti e, successivamente, le entrate tariffarie necessarie a coprirli.

Per il periodo 2026-2029 la predisposizione del piano segue il nuovo Metodo Tariffario Rifiuti, denominato MTR-3 e definito dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

Confartigianato chiede che il PEF 2026 venga illustrato pubblicamente prima dell’approvazione delle tariffe, in modo che il confronto non si concentri soltanto sull’eventuale aumento della TARI, ma anche sulle decisioni gestionali che hanno determinato i costi.

Secondo l’associazione, il Comune dovrebbe rendere accessibili e comprensibili almeno i dati relativi:

  • alla composizione complessiva dei costi del servizio;
  • alle spese per il conferimento e il trattamento dei rifiuti;
  • al recupero dell’evasione;
  • ai ricavi ottenuti dalla valorizzazione dei materiali differenziati;
  • agli obiettivi di riduzione dei costi;
  • alla qualità effettiva del servizio;
  • ai risultati raggiunti nella raccolta differenziata.

L’ipotesi di un aumento della TARI tra il 6 e l’8%

Nel comunicato Confartigianato fa riferimento a indiscrezioni riguardanti un possibile aumento della TARI compreso tra il 6 e l’8%.

Al momento, tuttavia, l’associazione precisa che qualsiasi valutazione sarebbe prematura senza conoscere il Piano economico finanziario sul quale dovrebbero essere costruite le nuove tariffe.

«Le indiscrezioni che parlano di un possibile aumento della TARI tra il 6 e l’8% non possono essere né ignorate né commentate senza conoscere il Piano economico finanziario che le giustificherebbe», dichiara il segretario generale di Confartigianato Taranto, Fabio Paolillo.

«Proprio per questo chiediamo che il PEF venga illustrato pubblicamente prima di qualsiasi decisione. Se sarà davvero necessario chiedere a cittadini e imprese un ulteriore sacrificio, l’amministrazione dovrà dimostrare, numeri alla mano, che non esisteva alcuna alternativa e che ogni possibile margine di efficienza è già stato recuperato».

L’aumento tra il 6 e l’8%, pertanto, viene indicato nel comunicato come una possibilità ancora da verificare e non come una tariffa già approvata.

Costi, evasione e raccolta differenziata: i dati richiesti

Per Confartigianato la TARI non può essere considerata una variabile indipendente dalla qualità della gestione.

La tariffa dipende infatti dai costi sostenuti per la raccolta, il trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, ma anche dalla capacità di recuperare l’evasione, migliorare la differenziata, ridurre gli scarti e valorizzare economicamente i materiali raccolti.

L’associazione sostiene che l’aumento generalizzato dei costi non possa diventare una spiegazione automatica per ogni incremento della tassa.

Nel comunicato vengono richiamate le riduzioni tariffarie annunciate o approvate in altre città italiane. Secondo Confartigianato, questi casi dimostrerebbero che una migliore organizzazione del servizio, insieme al recupero dell’evasione e alla valorizzazione dei materiali, può contribuire al contenimento delle tariffe.

Il punto centrale, per l’associazione, è verificare se a Taranto i costi elevati siano accompagnati da risultati adeguati e misurabili.

Un rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti

Confartigianato propone anche l’istituzione di un rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti, aperto alla città, alle associazioni di categoria e alle rappresentanze sociali.

Il documento dovrebbe indicare in maniera periodica:

  • i costi complessivi sostenuti;
  • la qualità del servizio erogato;
  • l’andamento della raccolta differenziata;
  • la quantità di materiali effettivamente recuperati;
  • il livello delle impurità presenti nei rifiuti differenziati;
  • i risultati del contrasto all’evasione;
  • i ricavi prodotti dal recupero dei materiali;
  • gli obiettivi programmati e quelli realmente raggiunti.

«Le migliori amministrazioni misurano i risultati, li rendono pubblici e si lasciano valutare dalla comunità», sostiene Confartigianato. «La trasparenza non indebolisce chi governa: ne rafforza l’autorevolezza».

Raccolta differenziata, non basta conoscere la percentuale

Nel documento viene affrontato anche il tema della qualità della raccolta differenziata.

Per l’associazione non è sufficiente indicare la percentuale complessiva dei rifiuti differenziati. Bisogna conoscere anche la quantità di materiale realmente recuperabile, il livello di impurità, i costi di trattamento e i benefici economici prodotti.

Confartigianato segnala inoltre un progressivo indebolimento del rapporto di fiducia tra una parte della cittadinanza e il sistema di raccolta.

La presenza di rifiuti non correttamente separati nei contenitori della differenziata sarebbe, secondo l’associazione, il segnale di una distanza che deve essere colmata attraverso una migliore organizzazione, controlli più efficaci, impianti adeguati, informazione e trasparenza.

La responsabilità non ricade quindi soltanto sull’amministrazione o sul gestore. Una raccolta efficiente richiede anche la collaborazione e la corresponsabilità dei cittadini.

Kyma Ambiente, la scelta del nuovo vertice

Confartigianato collega la discussione sulla TARI anche alla futura guida di Kyma Ambiente, la società che gestisce il servizio di igiene urbana a Taranto.

La scelta del nuovo vertice, secondo l’associazione, non deve essere considerata una semplice nomina amministrativa. Si tratta di una decisione destinata a incidere sull’organizzazione del servizio, sulla sostenibilità economica e sulla fiducia dei cittadini.

Per guidare una società che amministra risorse pubbliche e svolge un servizio essenziale, Confartigianato ritiene necessarie competenze industriali, capacità organizzativa, esperienza gestionale e risultati concretamente misurabili.

La futura governance sarà quindi valutata sulla capacità di migliorare il servizio, controllare i costi e ricostruire un rapporto di fiducia con la città.

«Le tariffe non sono un destino inevitabile»

«Le tariffe non sono mai un destino inevitabile», conclude Fabio Paolillo. «Sono il risultato della qualità con cui una città amministra se stessa».

Per Confartigianato la questione non consiste semplicemente nello stabilire se la tassa debba aumentare o diminuire. Il vero obiettivo è dimostrare che Taranto può gestire un servizio pubblico con competenza, trasparenza, efficienza e risultati verificabili.

Qualora il PEF evidenziasse la necessità di un aumento, l’amministrazione dovrebbe spiegare pubblicamente le ragioni, indicare le singole voci di costo e dimostrare che non esistono alternative sostenibili.

In assenza di questa operazione di trasparenza, conclude l’associazione, un nuovo incremento della TARI sarebbe difficile da giustificare e da far accettare a famiglie e imprese.

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