Il Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle critica l’impatto visivo dei sostegni installati nel Borgo per i teli ombreggianti dei Giochi del Mediterraneo e chiede una risposta immediata al sindaco e all’assessore competente.
Le strutture metalliche installate in via D’Aquino per sostenere i nuovi teli ombreggianti accendono il confronto sull’immagine urbana di Taranto. Il Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle contesta le dimensioni e l’impatto estetico dell’intervento, ritenuto poco armonico rispetto all’identità del Borgo umbertino.
L’allestimento rientra negli interventi previsti nel centro cittadino in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026. Il M5S, raccogliendo le perplessità emerse tra cittadini e utenti dei social network, chiede ora spiegazioni all’Amministrazione comunale.
Il M5S critica le strutture installate in via D’Aquino
La bellezza di una città non è soltanto una qualità estetica. È il risultato dell’equilibrio tra architettura, memoria, spazi pubblici e scelte capaci di rispettare l’identità dei luoghi.
Da questa considerazione prende le mosse l’intervento del Gruppo territoriale M5S Taranto, che definisce le nuove strutture metalliche di via D’Aquino «mastodontiche e invasive».
I sostegni sono destinati a reggere i teli ombreggianti predisposti nel centro di Taranto in vista dei Giochi del Mediterraneo. L’intervento riguarda via D’Aquino e via Di Palma ed è stato programmato tra gli allestimenti che accompagneranno la manifestazione sportiva internazionale.
Il primo telo, decorato con i simboli dei Giochi, è stato collocato nei pressi di piazza Immacolata. L’apparizione delle grandi strutture di sostegno ha però generato opinioni contrastanti e numerosi commenti critici sull’impatto visivo dell’opera.
«Una soluzione poco armonica con il Borgo»
La contestazione del Movimento 5 Stelle non riguarda la necessità di creare zone d’ombra lungo le principali strade commerciali, ma la soluzione tecnica ed estetica scelta per realizzarle.
«Era davvero impossibile concepire una soluzione meno impattante, più armoniosa e capace di integrarsi con il contesto urbano?», domanda il Gruppo territoriale.
Secondo il M5S, in Italia e in altre città europee esistono esempi di coperture leggere, installazioni temporanee e sistemi ombreggianti capaci di offrire protezione dal sole senza alterare in maniera così evidente la percezione degli spazi pubblici.
Il punto sollevato è quindi quello della qualità della progettazione urbana: non soltanto la funzionalità di un’opera, ma anche il modo in cui essa dialoga con edifici, prospettive, monumenti e percorsi storici.
Da Casa Paisiello alla pensilina BRT: le altre contestazioni
Nel proprio intervento, il Gruppo territoriale M5S inserisce le strutture di via D’Aquino in una critica più ampia alle recenti trasformazioni urbanistiche della città.
Il Movimento richiama le vicende riguardanti Casa Paisiello, Palazzo Troilo, il vicolo Nove Lune, il waterfront del Mar Piccolo e la nuova pensilina del sistema BRT collocata in prossimità di quella storica in stile Liberty.
Interventi differenti per caratteristiche, finalità e responsabilità amministrative, ma che, secondo il gruppo politico, sarebbero accomunati da un’insufficiente attenzione all’identità visiva di Taranto.
Il M5S utilizza un’espressione particolarmente netta, parlando di una vera e propria «paccottiglia dell’anti-bellezza» e di un progressivo declino culturale ed estetico del territorio.
Si tratta di una valutazione politica, sulla quale resta necessario acquisire la posizione dell’Amministrazione comunale e dei progettisti coinvolti.
La richiesta al Comune di Taranto
Il Gruppo territoriale M5S Taranto chiede al sindaco e all’assessore competente per l’Arredo urbano di intervenire pubblicamente e di spiegare le ragioni progettuali alla base della struttura.
La richiesta riguarda, in particolare, i criteri utilizzati per scegliere i sostegni, la loro eventuale natura temporanea, i tempi di permanenza, i costi dell’allestimento e le possibili alternative valutate prima dell’installazione.
«Pretendiamo che il sindaco e l’assessore all’Arredo urbano escano dal silenzio e rispondano con immediatezza alle legittime e reiterate proteste della cittadinanza», afferma il Gruppo territoriale.
Una discussione che va oltre i teli ombreggianti
La polemica di via D’Aquino apre una questione più generale: quale immagine Taranto intende offrire durante i Giochi del Mediterraneo e, soprattutto, quale idea di città vuole costruire dopo la conclusione dell’evento.
I teli ombreggianti hanno una funzione concreta, soprattutto durante le giornate più calde, e possono contribuire a rendere maggiormente fruibili le strade del centro. La loro utilità, tuttavia, non esclude una valutazione sulla qualità architettonica e sull’inserimento nel paesaggio urbano.
La preparazione di un appuntamento internazionale può rappresentare un’opportunità per migliorare servizi e spazi pubblici. Perché questo avvenga, ogni intervento dovrebbe unire funzionalità, sicurezza, qualità estetica e rispetto della storia cittadina.
La risposta dell’Amministrazione comunale sarà quindi importante per chiarire caratteristiche, durata e motivazioni dell’opera, ma anche per ristabilire un confronto trasparente con i cittadini sull’immagine futura del Borgo di Taranto.









