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Salvini punta sul porto di Taranto: nuovi investimenti e opere per rilanciare lo scalo ionico

Il ministro delle Infrastrutture conferma l’impegno del Governo per il porto di Taranto e chiede al territorio di partecipare ai costi del Frecciarossa. Tra gli obiettivi indicati anche il potenziamento dei collegamenti ferroviari, stradali e autostradali verso il Salento.

Il porto di Taranto riceverà nuovi investimenti per sostenere lo sviluppo dello scalo e rafforzare le infrastrutture del territorio ionico.

Matteo Salvini ha annunciato l’impegno del Governo giovedì 16 luglio 2026, durante una visita a Bari dedicata all’avvio dei lavori portuali al Molo San Cataldo.

Il ministro ha affrontato anche il futuro del Frecciarossa da e per Taranto, precisando che lo Stato garantirà la quota principale delle risorse, mentre alla Regione spetterà coprire i costi mancanti.

Porto di Taranto, Salvini conferma nuovi investimenti

Il Governo punta sul porto di Taranto e prepara nuovi investimenti per sostenere lo sviluppo dello scalo ionico.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, lo ha annunciato nel corso della visita compiuta a Bari per l’apertura del cantiere delle nuove banchine del Molo San Cataldo e la presentazione del relativo progetto di ampliamento.

Parlando con i giornalisti, Salvini ha inserito il potenziamento delle infrastrutture tarantine tra gli obiettivi prioritari del Ministero.

Il ministro ha riferito di aver incontrato il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio e alcuni amministratori della provincia di Taranto. Dal confronto, secondo quanto dichiarato, sarebbe emersa un’intesa per destinare risorse importanti allo scalo.

«Quella delle infrastrutture è una priorità, soprattutto per un territorio che ha sofferto e sta soffrendo tantissimo», ha affermato Salvini.

L’annuncio non contiene ancora il dettaglio degli importi, degli interventi finanziati e dei tempi di realizzazione. Il confronto istituzionale, tuttavia, indica la volontà di accelerare sui progetti considerati strategici per la competitività del porto di Taranto.

Il ruolo dello scalo ionico nello sviluppo del territorio

Il porto di Taranto rappresenta una delle infrastrutture decisive per il futuro economico della provincia.

Lo sviluppo delle attività commerciali, industriali, logistiche ed energetiche può contribuire alla diversificazione di un territorio ancora fortemente condizionato dalla crisi dell’ex Ilva e dalle conseguenze occupazionali legate alla grande industria.

Nuove opere portuali possono migliorare l’accessibilità dello scalo, aumentare la capacità di movimentazione delle merci e creare condizioni più favorevoli per l’arrivo di operatori e investimenti privati.

Per trasformare l’annuncio in un progetto concreto saranno però necessari finanziamenti definiti, cantieri programmati, procedure rapide e un coordinamento stabile tra Ministero, Autorità portuale ed enti locali.

Salvini ha collegato le difficoltà economiche e occupazionali del territorio anche alle opposizioni che, a suo giudizio, avrebbero rallentato negli anni la realizzazione di opere e infrastrutture.

«Se rischiano di saltare migliaia di posti di lavoro è perché qualcuno ha sempre e solo detto no», ha dichiarato il ministro.

Ex Ilva, il ministro: «La vertenza non dipende da me»

Nel corso dell’incontro con la stampa è stato affrontato anche il tema dell’ex Ilva, uno dei dossier più delicati per Taranto.

Salvini ha precisato che la gestione della vertenza industriale non rientra direttamente nelle competenze del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

«Altri colleghi del Governo si stanno occupando di temi come l’Ilva, che non dipendono da me», ha spiegato.

Il riferimento conferma la distinzione tra il dossier industriale e gli interventi infrastrutturali. I due temi restano comunque collegati dal punto di vista territoriale: il futuro del porto, della logistica e dei trasporti può incidere sulle opportunità di riconversione economica e sulla capacità di creare nuova occupazione.

Frecciarossa per Taranto, resta il nodo delle risorse regionali

Salvini è intervenuto anche sul mantenimento dei collegamenti Frecciarossa da e per Taranto e sul contributo economico garantito dalla Regione Puglia.

Il ministro ha ricordato che forme di compartecipazione finanziaria vengono richieste anche ad altri territori, citando il caso della Basilicata.

«Lo Stato mette la parte più consistente delle risorse, mentre i territori devono contribuire per quello che manca», ha sottolineato.

La questione riguarda la sostenibilità economica dei collegamenti ferroviari ad alta velocità che non vengono gestiti integralmente a mercato. In questi casi, gli enti territoriali possono intervenire finanziariamente per garantire la continuità del servizio.

Per Taranto, il Frecciarossa rappresenta un collegamento strategico non soltanto per la mobilità dei cittadini, ma anche per il turismo, le attività economiche e l’accessibilità complessiva della provincia.

Collegamenti più efficienti verso il Salento

L’obiettivo indicato dal ministro è migliorare l’intero sistema dei collegamenti ferroviari, stradali e autostradali fino alla parte più meridionale della Puglia.

Salvini ha definito l’attivazione del Frecciarossa Lecce-Napoli «un bel passo in avanti», ma ha ribadito che lo sviluppo infrastrutturale non può fermarsi a metà della regione.

Il nuovo collegamento ferroviario rafforza l’asse tra il Salento, Bari e la Campania. Resta però centrale il tema dell’inserimento di Taranto in una rete stabile, veloce e competitiva, capace di ridurre l’isolamento infrastrutturale dello Ionio.

L’annuncio degli investimenti per il porto apre ora una fase decisiva. Il territorio attende di conoscere quali opere saranno finanziate, quante risorse verranno assegnate e quando potranno partire i cantieri.

La priorità dichiarata dal Governo dovrà tradursi in interventi verificabili, tempi certi e risultati capaci di incidere concretamente sullo sviluppo e sull’occupazione della provincia di Taranto.

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