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Csv Taranto: “Per Sacko Bakari serve responsabilità collettiva”

Il Centro Servizi per il Volontariato interviene dopo la morte del giovane migrante del Mali ucciso a Taranto mentre andava al lavoro nei campi.

La morte di Sacko Bakari scuote Taranto e richiama la comunità a una riflessione che va oltre il dolore immediato. Il giovane migrante del Mali, ucciso nella città vecchia mentre si stava recando al lavoro come bracciante agricolo, è al centro dell’intervento del Csv Taranto Ets, che esprime cordoglio e chiede una risposta sociale forte.

presidente Maria Antonietta Brigida

La presidente Maria Antonietta Brigida, a nome del Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Taranto, parla di una tragedia che colpisce cittadini, volontari e comunità. Non basta, secondo il Csv, fermarsi allo sgomento. Serve interrogarsi sul contesto culturale e sociale in cui possono trovare spazio violenza, indifferenza e perdita del senso di umanità.

La morte di Sacko Bakari e il ruolo della comunità

Il Csv Taranto richiama l’attenzione sul rischio di abituarsi all’esclusione, soprattutto quando riguarda persone fragili, migranti o socialmente isolate. Nessuna provenienza, nessuna condizione personale e nessuna differenza, sottolinea il Centro, possono giustificare violenza o disprezzo della dignità umana.

Il volontariato, in questa lettura, resta un presidio concreto. Non una risposta astratta, ma un lavoro quotidiano fatto di vicinanza, ascolto e presenza nei luoghi dove il disagio rischia di restare invisibile. Il Csv insiste sull’importanza dell’azione di prossimità, capace di intercettare situazioni di fragilità economica, sociale e culturale prima che diventino isolamento o conflitto.

Il messaggio del Csv Taranto

Nel suo intervento, il Centro Servizi per il Volontariato esprime vicinanza ai familiari di Sacko Bakari e a tutte le persone che gli erano legate. Allo stesso tempo rinnova l’impegno a sostenere percorsi educativi, sociali e culturali orientati alla convivenza, alla responsabilità e al rispetto della persona.

Per il Csv, Taranto ha bisogno di relazioni, dialogo e opportunità, in particolare per i più giovani. Il messaggio finale è netto: davanti a fatti di questa gravità il silenzio non basta. La risposta deve essere collettiva, civile e continua.

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