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A Taranto il torneo Special Basket: 320 atleti da quattro regioni

Presentata al Tursport di San Vito la tre giorni dedicata allo sport unificato, con il coinvolgimento di istituzioni, associazioni e famiglie.

Il torneo Special Basket Taranto porta in città 320 atleti provenienti da Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. La manifestazione si sviluppa in tre giornate e mette al centro sport, partecipazione e inclusione sociale. La presentazione ufficiale si è svolta al Tursport di San Vito, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, dirigenti sportivi, associazioni e operatori del territorio.

L’iniziativa conferma il ruolo di Taranto nel percorso dello sport inclusivo in Puglia. Non si tratta soltanto di un appuntamento agonistico. L’obiettivo è più ampio e riguarda la possibilità di costruire occasioni concrete di partecipazione per persone con disabilità intellettiva, coinvolgendo anche famiglie, tecnici e comunità locali.

Torneo Special Basket Taranto, il significato del progetto

Durante l’incontro è stato ribadito il valore del movimento Special Olympics. Ketty Lorusso, direttrice del Team Puglia, ha ricordato che si tratta di un’organizzazione internazionale del Terzo Settore attiva in oltre 180 Paesi. Il suo compito è promuovere attività sportive e competizioni per persone con disabilità intellettiva, fino ai livelli più alti del circuito mondiale.

Lorusso ha anche chiarito un punto centrale. Il modello proposto non coincide con l’agonismo tradizionale. Gli atleti vengono preparati dai rispettivi team e poi gareggiano con compagni di pari abilità. Il sistema punta a creare condizioni equilibrate e a favorire lo sport unificato, con la presenza in campo di persone con e senza disabilità.

In Puglia, il movimento è presente dal 2002 e conta oggi 26 team accreditati. È un dato che mostra una crescita costante. Allo stesso tempo, resta aperta la necessità di ampliare ulteriormente la rete e di aumentare le opportunità per chi vuole praticare sport in un contesto davvero accessibile.

La rete territoriale e il sostegno delle istituzioni

Luigi Dicensi, direttore provinciale Special Olympics per Taranto, ha richiamato il valore della rete costruita sul territorio. Nel suo intervento ha spiegato che l’inclusione passa dal lavoro quotidiano e dalla collaborazione tra persone che conoscono da vicino i bisogni delle famiglie e degli atleti. Il progetto, infatti, non riguarda solo il basket. Ha ricadute sociali più ampie e rappresenta un sostegno concreto anche per chi vive ogni giorno la disabilità.

Il tema è stato ripreso anche dal vicesindaco di Taranto, Mattia Giorno. Il suo intervento ha collegato l’esperienza dello sport inclusivo al percorso che la città sta affrontando in vista dei Giochi del Mediterraneo. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulle infrastrutture. L’obiettivo indicato è lasciare in eredità impianti più accessibili, capaci di garantire attività sportive di qualità per tutti.

Sulla stessa linea si sono mossi anche Gianni Tartaglia, presidente della Quarta Commissione Servizi del Comune di Taranto, e Annamaria Antonante, consigliera con delega allo sport del Comune di Massafra. Entrambi hanno sottolineato la necessità di sostenere con atti concreti le realtà che operano ogni giorno sul fronte dell’inclusione.

Anche Sport e Salute ha confermato il proprio supporto all’iniziativa. Il coordinatore regionale Luca Balasco ha spiegato che l’ente sostiene progetti con una ricaduta reale sul territorio e una chiara utilità sociale.

Ospiti, partecipazione e valore pubblico dell’iniziativa

Alla presentazione hanno preso parte anche Attilio Caputo, Roberto Anelli, Francesco Damiani, Angela Pagano, Mariangela Lamanna, Annita Lavecchia, Antonio Lella, Mimma Battista e Roberto Ficarra. La presenza di figure diverse, tra sport, istituzioni e associazionismo, ha restituito l’immagine di un progetto condiviso e radicato.

Tra gli ospiti annunciati c’è anche Stefano Maniscalco, testimonial di Sport e Salute e nome di rilievo del karate italiano. Ex atleta della Nazionale e delle Fiamme Gialle, oggi è impegnato come tecnico, formatore e ambassador in progetti educativi e inclusivi.

La manifestazione tarantina si presenta quindi come molto più di un torneo. Le partite saranno il momento centrale, ma attorno al campo si muove un lavoro che riguarda diritti, accessibilità e partecipazione. È questo il punto che emerge con più chiarezza dalla tre giorni: fare sport, in questo contesto, significa creare spazi reali di presenza e cittadinanza.

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